DDL biotestamento: un emendamento norma il rifiuto all’accanimento terapeutico

 

Roma 13:30 – In questi giorni stanno emergendo delle “novità” o chiamiamole pure anteprime, in merito al Ddl sul biotestamento. Come ci riporta TgCom24, in un emendamento del presidente della commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti che ha ottenuto parere favorevole dalla commissione ed andrà votato dall’Aula in merito al principio del divieto dell’accanimento terapeutico e il conseguente riconoscimento del diritto del paziente di abbandonare totalmente la terapia. Secondo il testo dell’emendamento “il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative”. Inoltre nell’emendamento viene evidenziato che “nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico”. Si potrebbe dire un passo avanti rispetto a molti paesi ed alle domande che i malati chiedono, ma nessun accenno, per ora, alla grande domanda in merito al  “suicidio assistito” cioè di quella richiesta che molti malati terminali chiedono a voce alta, ma che comporta grandi responsabilità etiche e di credo. Richiesta che troverà molte persone concordi ma altrettante, se non maggiori, discordi e contro questo “trattamento” che in molti paesi è lecito legalmente riconosciuto e normativamente inquadrato.

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About the Author: Carlo Viscardi