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Legge elettorale: presentato il “Rosatellum”


Roma 08:00 – Il neosegretario rieletto del PD, Matteo Renzi, vuole accelerare sull’approvazione della legge elettorale. Come riporta TgCom24, le parole dell’ex premier sono poche e coincise: “non si perda tempo”. Il 29 maggio il testo in Aula, entro i primi di giugno il via libera della Camera, sono i tempi dettati dal leader del Pd. E il nuovo relatore Emanuele Fiano ha depositato in commissione Affari costituzionali il testo base che nasce dal capogruppo dem Ettore Rosato: un sistema metà maggioritario (303 collegi) e metà proporzionale, ribattezzato Rosatellum. La soglia prevista è al 5%. Quindi ecco un’altro “pseudonimo” per la legge elettorale, via italicum ed italicum bis, ed ecco il “rosatellum”. “Ogni elettore – si legge – dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale”. In pratica, sulla stessa scheda c’è sia il candidato di collegio per la quota maggioritaria sia le liste bloccate a lui collegate per la parte proporzionale. Si tratta di liste molto brevi di 2-4 candidati. Si può dunque decidere se votare il candidato di collegio e una lista a lui collegata oppure uno dei due. Nel primo caso si vota soltanto per la quota maggioritaria, nel secondo, invece, automaticamente il voto va anche al candidato di collegio. A differenza del sistema utilizzato per i sindaci, tuttavia, in questo caso non è possibile fare il voto disgiunto. I collegi sono 303 per la Camera (a cui vanno aggiunti i 12 del Trentino, quello della Valle d’Aosta e i collegi esteri) e 150 per il Senato. Hanno una grandezza di circa 600mila abitanti, come era già previsto nell’Italicum. Quanto alle pluricandidature, sono possibili al massimo in 3 collegi per quanto riguarda la quota proporzionale mentre ci si può presentare soltanto in un collegio uninominale. Inoltre a pena di inammissibilità, nel complesso delle candidature presentate da ciascuna lista nei collegi plurinominali, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60% con arrotondamento all’unità superiore”. La Lega, per bocca di Giancarlo Giorgetti si dice favorevole, mentre M5S e F.I.  hanno protestato: entrambi non vogliono i collegi uninominali. “E’ un Anticinquestellum” hanno detto i deputati grillini. Luigi Di Maio è sicuro però che il Pd non riuscirà ad approvare la legge al Senato: “Torneranno da noi con la coda tra le gambe”. Ora vedremo se il “pestone sull’acceleratore” che Renzi cerca di dare avrà gli effetti desiderati.

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