“Tedescum” il nuovo disegno di legge elettorale quasi alle fasi conclusive

Roma 12:00 – Riprende oggi la discussione sul nuovo disegno della legge elettorale, ora soprannominata “tedescum” latinizzazione forzata. Come riporta Ansa.it,  i partiti si sono presi un po’ di tempo per approfondire la richiesta di Forza Italia a proposito della definizione di alcuni collegi prevista dall’emendamento del Pd Ferrari su cui è stata trovata una intesa. Nelle revisioni previste ci sono anche le norme sulle firme necessarie per presentare le liste elettorali. Il Pd ha presentato un emendamento alla legge elettorale a prima firma di Alan Ferrari, per diminuire il numero dei collegi uninominali da 303 previsti dal testo Fiano a 233 (225 più gli 8 di Trentino e Val D’Aosta). In questo modo si risolverebbe il problema dei cosiddetti collegi sopranumerari, cioè i casi in cui i candidati dei partiti più grandi pur risultando primi nei rispettivi collegi, non verrebbero eletti. Emblematico il messaggio di Silvio Berlusconi al coordinamento cittadino di Forza Italia Giovani di Crotone, scrive: “Tenetevi pronti. Se l’accordo sulla legge elettorale andrà avanti nei termini in cui l’abbiamo impostato, fra pochi mesi saremo in condizione di tornare alle urne, di mettere finalmente gli italiani in condizione di scegliere da chi vogliono essere governati, dopo quattro esecutivi che si sono succeduti senza essere stati scelti dagli elettori. Ovviamente  si tratta di una battaglia decisiva per il futuro del nostro paese, per la nostra democrazia e anche per Forza Italia. Una battaglia che il centrodestra deve vincere per governare e portare il paese fuori dalla crisi”. Drastico e perentorio l’appello lanciato da Salvini: “Basta, faccio un appello a Renzi, a Grillo, a Berlusconi: scegliete, fate in fretta, portate in Parlamento quello che volete, noi non porremo ostacoli. Ma fate votare gli italiani!; Le emergenze italiane sono immigrazione e disoccupazione e questi stanno a parlare di listini bloccati, scorporo e circoscrizioni. Basta! O fanno in fretta oppure ribaltiamo il tavolo”.

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About the Author: Carlo Viscardi