Reggio Calabria, sottoscritto l’Accordo Quadro del progetto “Liberi di scegliere”

Sottoscritto, al Palazzo del Governo, l’Accordo Quadro del progetto “Liberi di scegliere” per realizzare percorsi personalizzati di rieducazione, sostegno e reinserimento sociale in favore di minori e giovani adulti provenienti e/o inseriti in contesti di criminalità organizzata.

1 luglio 2017 – Si è svolta questa mattina,  presso il Palazzo del Governo di Reggio Calabria, la cerimonia di sottoscrizione dell’Accordo Quadro finalizzato alla realizzazione del progetto “Liberi di scegliere”. L’Atto pattizio è stato firmato dal Ministro dell’Interno, Sen. Marco Minniti, dal Ministro della Giustizia, On.le Andrea Orlando, dal Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, dal Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria Luciano Gerardis, dal delegato del Presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Luciano Trovato, dai Presidenti dei Tribunali per i Minorenni di Catanzaro e di Reggio Calabria, Luciano Trovato e Roberto Di Bella, dai Procuratori della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro e di Reggio Calabria, Maria Rita Tartaglia e Giuseppina Latella. L’Accordo è finalizzato a porre in essere la realizzazione di percorsi personalizzati di rieducazione, sostegno e reinserimento sociale in favore di minori e giovani adulti provenienti e/o inseriti in contesti di criminalità organizzata. In particolare, il documento mira a garantire adeguate tutele finalizzate ad una regolare crescita psico-fisica; un programma sperimentale di prevenzione della marginalità sociale attraverso opportunità formative, lavorative e ricreative, valorizzandone le potenzialità; azioni volte al reinserimento dei minori ed interventi di giustizia riparativa che coinvolgano, ove possibile, anche il nucleo familiare di appartenenza. Le parti provvederanno ad attivare progetti socio-educativi individualizzati attraverso la istituzione di specifiche equipe multidisciplinari, estendendone l’azione ai nuclei familiari di provenienza del minore nei casi di allontanamento e creando percorsi personalizzati; individuando le linee operative che dovranno caratterizzare il funzionamento dell’equipe stesse; individuando circuiti di accoglienza per i minori allontanati dal contesto familiare e territoriale di appartenenza. Nell’illustrare l’iniziativa il Prefetto Michele di Bari ha sottolineato che è indispensabile l’impegno corale e sinergico delle Istituzioni per offrire ai “figli di ‘ndrangheta” un’alternativa ad una vita già segnata. Entrambi i Ministri hanno evidenziato il pionierismo del Presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria e della magistratura minorile calabrese che hanno intrapreso un percorso encomiabile e coraggioso muovendosi, con estrema sensibilità ed equilibrio, in un contesto particolarmente delicato quale quello della famiglia ehanno ringraziato il Presidente della Regione Calabria per le risorse messe a disposizione, indispensabili per la ‘attuazione dell’iniziativa.   “Si tratta – ha sottolineato il Ministro Orlando_ di una giurisprudenza innovativa, una vera e propria pietra miliare che ha avuto ampia eco sia a livello nazionale che internazionale. Il progetto “Liberi di scegliere” pone le fondamenta per costruire condizioni di libera scelta e libero arbitrio a questi “figli speciali” dando loro la possibilità di un futuro di donne e uomini liberi”. Il Ministro Marco Minniti ha affermato che la sottoscrizione dell’Accordo rappresenta “una bella pagina di civilità che fa vedere in controluce l’anima e lo spessore di una democrazia. La libertà di crescere e di operare scelte responsabili e consapevoli è un diritto intangibile e inviolabile che deve essere garantito dalle istituzioni democratiche. Interrompere il circuito familiare mafioso è dovere dello Stato che deve intervenire per incidere sulle vocazioni fondate su disvalori. Il Ministro dell’Interno ha sottolineato l’importanza dell’educazione, che è formazione e capacità di orientare i comportamenti: spezzare la sudditanza psicologica del vincolo di sangue vuol dire scardinare la forza di un sistema perverso che si alimenta e si riproduce proprio per il vincolo di sangue. Allontanare i minori da contesti familiari mafiosi non è un atteggiamento repressivo dello Stato bensì un atto di amore perché – ha concluso Minniti – spesso la violenza si combatte con l’affetto”.

L’Addetto Stampa

Il Capo di Gabinetto

(Adorno)

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