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Reggio Calabria: carenza idrica, da marzo ad agosto solo chiacchiere


Da Arghilla’ a San Sperato, da Villa San Giuseppe al rione Ferrovieri, passando financo dal Centro Storico, una intera città esasperata dalla perdurante assenza di acqua nelle abitazioni,  come testimonia il blocco stradale dei cittadini di Arghilla’ e l’esposto e la successiva riunione tecnica di oggi opportunamente e celermente convocata dalla Prefettura di Reggio Calabria. Non c’è dubbio che in atto c’è una riduzione d’acqua straordinaria nelle falde acquifere, e che quindi i serbatoi non riescono a riempirsi e ad erogare l’acqua in molte zone della città e in diversi orari, se non giorni; ma, ad onor del vero, molti disservizi erano già presenti nella stagione invernale, quando l’afflusso d’acqua dovrebbe essere più elevato. A parte la carenza nei serbatoi legata al perdurante caldo estivo, molte cause di penuria idrica nella abitazioni è legata ai disservizi conseguenza evidente dell’incapacità di programmazione della Amministrazione Comunale; una per tutte la dismissione di alcuni pozzi privati senza la previsione di un piano alternativo di flusso idrico per compensare la minore quantità. Delle semplici domande, all’indirizzo del Sindaco, sorgono spontanee:

– Che fine ha fatto il telecontrollo idrico? Chi gestisce le segnalazioni dei cittadini ed esiste una centrale operativa a cui fare riferimento per l’emergenza? Perché è stato chiuso il numero verde ( servizio realizzato a costo zero) che registrava le segnalazioni e forniva un quadro aggiornato delle criticità? Chi controlla e dispone il lavoro degli addetti alle manovre negli impianti idrici? Esiste un piano di manutenzione idrica?

A queste domande Falcomatà dovrebbe, per dovere e rispetto dei reggini, rispondere invece di emanare provvedimenti tardivi ed inutili come l’ordinanza di questi ultimi giorni. Per risultare attenti e concreti sarebbe opportuno che gli amministratori in carica chiarissero quale piano, sin dall’inizio della stagione estiva, abbiamo messo in campo, essendo il Comune già dotato di vari strumenti che avrebbero consentito, quantomeno, di limitare il disagio e gestire con correttezza e trasparenza la situazione. La città negli anni, infatti, è stata dotata di una nuova rete di fornitura idrica, continuando sino al 2012 con i lavori per gli allacci delle abitazioni alla infrastruttura funzionante; tale azioni consentiva di dismettere l’apporto delle vecchie reti limitando lo spreco delle perdite idriche. Non meno importante, in una logica di gestione dell’acqua, va considerata la centrale di Telecontrollo, attivata già dal 2009 e resa funzionante quale impianto di controllo e manovra delle reti e dei nuovi pozzi. Ma, nel quotidiano, le famiglie reggine a chi possono segnalare i disagi? Non risulta in funzione il numero verde dedicato ed attivato proprio per avere un quadro completo delle criticità ed utile anche per fornire ai cittadini sia la prova della segnalazione telefonica che informazioni aggiornate sui possibili tempi di intervento tecnico. Nulla di tutto questo, si registrano silenzi durante i giorni lavorativi per mancanza di risposta, che diviene assordante nei giorni festivi con il Comune chiuso e quindi assente giustificato. Ed ancora, che fine ha fatto il sistema automatizzato che dalle circoscrizioni inoltrava le segnalazioni direttamente agli uffici competenti con tanto di tracciabilità e , quindi, responsabilità da parte dei tecnici? Nessuno adduca le solite scuse della mancanza di fondi, non ci crede più nessuno a parte i detrattori mestieranti, le misure sopra indicate erano state tutte concepite a costo zero ed a gestione interna agli uffici comunali e peraltro il costo delle bollette dell’acqua è stato portato ai massimi livelli proprio da questi amministratori. Naturalmente di tutto questo non si è parlato in questa stagione di “svolta”, dimostrando come, anche nella quotidianità, gli ospiti di palazzo San Giorgio siano distanti dal vissuto ma, soprattutto, lontani da una qualsivoglia pianificazione strategica per il funzionamento della Città. Rimane la riflessione colorata di alcuni cittadini che stamane commentavano: la mancanza è diventata la regola l’acqua nei rubinetti un’eccezione.

Renato Di Pietro

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