Presentato il Rosatellum bis. Sarà questa la nuova legge elettorale?

Emanuele Fiano esponente Pd, ha depositato oggi, in commissione Affari costituzionali della Camera, il nuovo testo base della legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum 2.0. Un disegno di legge uguale al testo base in avvio alla commissione Affari Costituzionali della Camera è stato depositato anche a palazzo Madama dai senatori dem: Andrea Marcucci, Roberto Cociancich, Stefano Collina, Franco Mirabelli e Giorgio Pagliari. La Commissione voterà martedì prossimo, 26 settembre, l’adozione del testo base, mentre il termine per la presentazione dei relativi emendamenti è fissato per il successivo mercoledì alle ore 17.Di seguito gli elementi di novità introdotti dalla nuova legge che prevede un sistema elettorale misto, prevalentemente proporzionale con correttivo maggioritario:  il territorio sarà diviso in collegi uninominali per il 36% e collegi proporzionali  per il restante 64% ; 231 deputati  e 102 senatori saranno eletti in collegi uninominali con metodo maggioritario, cioè in ciascun collegio vincerà l ‘unico candidato che riuscirà ad ottenere il maggior numero di voti( the first past the post) . I restanti,  saranno eletti in collegi plurinominali con metodo proporzionale senza premio di maggioranza ovvero i candidati verranno eletti in proporzione al numero di voti ottenuti sempre che abbiano superato la soglia di sbarramento fissata al 3% sia alla Camera che al Senato   con listini bloccati molto corti  contenenti da  2 a 4 nomi . È escluso il voto disgiunto . L’elettore  potrà esprimersi attraverso un’unica scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale oppure marcando  il contrassegno di  lista, corredato dei nomi dei candidati del listino, nel collegio plurinominale. Barrando solo il candidato presentatosi nel collegio uninominale il voto non verrà attribuito al partito, barrando invece solo il partito il voto andrà  sia al candidato che al partito .Resistono le pluricandidature, seppur con qualche limite:”Nessun candidato può essere incluso in liste aventi  lo stesso contrassegno in più di tre collegi plurinominali, a pena di nullità. Nessuno può essere candidato in più di un collegio uninominale, a pena di nullità”.I partiti potranno presentarsi soli o in coalizione. «Le liste per coalizzarsi devono aver  conseguito a livello nazionale almeno il 10 per cento dei voti validamente espressi ed è necessario che siano collegate ad una lista che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 3 per cento dei voti validi». Nel nuovo testo base della legge elettorale è previsto poi  che ogni partito dichiari il «nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica». L’indicazione del nome del “capo della forza politica” deve essere fatta «contestualmente al deposito del contrassegno» e del «programma elettorale». Non è prevista invece  l’ indicazione di un capo di coalizione .Nel nuovo testo base sono presenti le quote di genere. In ogni coalizione nessuno dei due generi può superare la quota del 60% nei collegi uninominali a livello nazionale. La stessa quota è prevista per ciò che riguarda i nomi dei listini proporzionali. Saranno sei i collegi uninominali maggioritari in Trentino-Alto Adige, con i restanti cinque deputati che saranno eletti con metodo proporzionale. Il testo prevede anche una soglia regionale del 20% per il recupero proporzionale. Un collegio uninominale sia alla Camera che al Senato  va anche alla Valle D’ Aosta. Tra consensi, polemiche e contestazioni quella che al momento sembra profilarsi è un’intesa a quattro tra Pd-Fi-Lega-Ap . Forza Italia apre e la Lega si dice pronta a votare il testo già la prossima settimana. Grida, invece, all’inciucio il M5S. “Con questa legge stanno cercando di fare perdere chi vince e vincere chi perde. Si mettono insieme per toglierci i voti”.  Insoddisfatti anche  Sinistra italiana, Mdp e Fratelli d’Italia.

 MS

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