Sono 65 i giornalisti uccisi durante il 2017 nel Mondo

Il rapporto di RSF, Reporters Sans Frontières, segnala che sono stati 65 (50 professionisti, 7 blogger, 8 collaboratori) i giornalisti che hanno perso la vita durante il lavoro nel 2017. Un trend in leggero calo rispetto l’anno precedente in cui ne morirono 79 (-18%). Ultimo caso che ha destato molto clamore l’uccisone di Daphne Caruana Galizia nell’isola di Malta assassinata per mezzo di un ordigno esplosivo posizionato nell’automobile. Il report segnala inoltre anche la Cina come il paese in cui ci sono più giornalisti dietro le sbarre oltre che quello più impegnato nelle misure di repressione. Il ranking modiale della Libertà di stampa vede l’Italia solo al 52° posto mentre Norvegia, Svezia e Finlandia occupano il podio, seguite da: Danimarca, Olanda, Costarica, Svizzera, Jamaica, Belgio e Islanda (prime 10 posizioni). E’ preoccupante alla luce del ranking mondiale del 2017 sulla condizione della libertà di stampa l’ aumento del numero di paesi in cui la situazione della libertà dei media è peggiorata.  RSF:”le violazioni della libertà di informazione sono sempre meno prerogativa dei regimi autoritari e delle dittature. Una volta dato per scontato, la libertà dei media si sta dimostrando sempre più fragile anche nelle democrazie, leggi draconiane, conflitti di interesse e persino l’uso della violenza fisica, i governi democratici stanno calpestando una libertà che dovrebbe, in linea di principio, essere uno dei loro principali indicatori di performance.” Secondo i dati estratti dal sito Reporters Sans Frontières, sono 6 i giornalisti italiani  ancora sotto la protezione delle forze di Polizia 24 ore su 24 a causa di minacce di morte, soprattutto da parte della mafia o di gruppi fondamentalisti.

Fabrizio Pace

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