Intervista a Daniela Labate, pittrice “introspettiva”

K. Siamo qui nella sede de Il Metropolitano con Daniela Labate, presidente dell’associazione Yume ed artista.

D. Ciao a tutti e grazie per avermi invitata

K. Grazie a te per averci dedicato il tuo tempo. Daniela parlaci un po’ di te… Chi è Daniela?

D. Daniela è “un’artista”. Ci metto il virgolettato perché amo l’arte a 360 gradi; l’ho vissuta fin da bambina perché fa parte del mio dna, in famiglia siamo praticamente tutti artisti. Amo l’arte perché sento che attraverso essa posso esprimere al meglio il mio modo di essere ed il mio modo di fare. Ho iniziato da bambina con il disegno e con la danza, due cose che amo tantissimo, e adesso mi dedico principalmente all’arte pittorica. Sono passata dal disegno alla pittura e quindi a tutto quello che è il colore messo su tela; ho cercato di imprimere su queste mie tele tutto quello che mi rappresenta, tutto quello che ho dentro, tutto quello che posso trasmettere e posso dire, quindi la mia spiritualità. I miei dipinti sono dedicati alle donne. Mi piace imprimere immagini di donna in modo un po’ particolare, utilizzando una tecnica che si chiama monocromatica che utilizza due colori il blu ed il bianco che mischiati insieme danno delle sfumature molto belle e molto particolari e rendono l’insieme molto sereno e tranquillo. Ho anche dedicato una prima pittorica alle donne, abbracciando un po’ tutte quelle che sono le loro problematiche sociali, considerando l’aspetto della violenza ma anche altri aspetti come la salute, la maternità e tutto ciò che comunque ci rappresenta in una società in cui la donna sicuramente ha un ruolo importante e fondamentale ma spesso si trova a dover affrontare delle importanti battaglie.

K. C’è un motivo particolare per cui tu hai scelto proprio la donna come elemento dei i tuoi quadri o è stata una casualità?

D. Non è stata una casualità. È nata anche da alcune problematiche che io nella mia vita ho affrontato. Ho vissuto in prima persona determinate esperienze forti ed importanti e ad un certo punto della mia vita ho cominciato a comprendere e a capire come ci si sente e a mettermi nei panni anche delle altre donne per poter, anche nel mio piccolo, dare un contributo. Una caratteristica fondamentale del mio carattere e della mia personalità è la positività. Io sono una persona che sorride sempre, che riesce a tirar fuori questa positività anche nei momenti di difficoltà; mi viene naturale, spontaneo e di conseguenza mi fa piacere se riesco a trasmettere in occhi tristi che mi capita spesso di incontrare per strada ma anche in un normale contesto quotidiano questo input di positività per andare avanti e superare le difficoltà.

K. Parliamo un po’ della tua associazione, di cosa vi occupate?

D. Intanto ci tengo a dire che “Yume” è un termine giapponese che significa sogno… ed io sogno tantissimo, la mia vita è fatta di sogni. Quando decisi di mettere su questa associazione ero alla ricerca di un nome particolare ed insieme a mio figlio, che pratica le arti marziali, trovammo questo termine che scelsi molto volentieri perché era il più appropriato per me. L’associazione ha uno scopo artistico-culturale con particolare riferimento alla condizione della donna, ma non si occupa soltanto di questo. L’associazione si occupa di tutto ciò che nell’ambito della società ci riguarda in prima persona che può essere la progettualità o il presenziare in determinati eventi, e cercare di dare il nostro contributo. L’associazione si avvale di diversi tecnici, abbiamo un team che lavora in sintonia facendo anche delle ricerche sul territorio per cercare di dare un apporto anche alle istituzioni, per poter contribuire in modo concreto e favorevole alla realizzazione di progetti per aiutare questo territorio a crescere e ad essere da stimolo per i nostri giovani affinché possano rimane invece di andare via. Molte volte presenziamo ad eventi, in Italia, dove spesso capita che la nostra Regione non è presente e cerchiamo di portarci documentazione e notizie da poter essere poi utilizzate in eventuali progetti.

K. Come mai hai deciso di ritornare a Reggio?

D. Io ho lavorato 5 anni a Reggio Emilia, una terra splendida, dove si vive molto bene e in cui tutto funziona. Ho deciso di ritornare intanto perché amo il mare, vivo di mare sia d’inverno che d’estate, quindi per me vivere in una città dove non c’era il mare era un limite importante. Poi perché amo questa nostra città, nonostante io abbia la consapevolezza e la coscienza che ci sono dei limiti, delle problematiche strutturali. Nonostante ciò, io ci credo, ci ho sempre creduto, tanto da tornare a viverci e lavorarci e cercare di dare il mio contributo, perché spero sempre e mi auguro che questa città possa rinascere.

K. C’è pentimento da parte tua?

D. No, non c’è pentimento. Quando cammino per strada noto che manca tanto ma al tempo stesso vedo una città che potrebbe essere il fiore all’occhiello del Sud, abbiamo una natura meravigliosa che è stata benevola con noi, ci ha dato tutto ciò che poteva darci. Anche noi, come popolazione, non siamo degli stupidi e questo mi mette tanta rabbia; le nostre menti eccelse sono ovunque, hanno sempre dato un contributo in ogni ambito, sia scientifico che artistico-culturale, abbiamo però una burocrazia che non riesce a superare il limite di una condizione che potrebbe essere risolta con semplicità.

K. Che influenza ha il mare, che tu ami tanto, nei tuoi quadri?

D. Molta… tant’è vero che i colori che io imprimo sulle tele sono proprio i colori del mare e del cielo. Varie sfumature di azzurro che a me danno una sensazione di immenso… come il mare. Una cosa che dico sempre è “che vedo orizzonti e mai confini”… pormi di fronte al mare e vedere questa luce meravigliosa che emana a me da la vita, la voglia di rinascere, è una rinascita…

K. E l’influenza dell’amore nei tuoi quadri, nel senso generale del termine?

D. Una volta una psicologa con cui mi relazionai per delle cose importanti e forti della mia vita, mi disse “tu sei innamorata dell’amore” … ed è vero, per me l’amore non è solo quello che tu puoi provare nei confronti di un uomo, non si limita solo a quello… l’amore è tutto quello che hai dentro, tutto quello che tu riesci a provare e che poi trasmetti agli altri. L’amore che io imprimo nei miei quadri parte soprattutto da sensazioni positive. Tutto quello che succede nella mia vita non è una cosa brutta o negativa è un modo affinche io possa migliorare, crescere e apprezzare poi ancora di più tutto quello che la vita mi può offrire.

K. Nulla accade per caso in fin dei conti, è come se ci fosse un disegno che alla fine ci porta esattamente dove dobbiamo essere

D. La nostra vita è un progetto e noi siamo gli architetti della nostra vita.

K. Progetti per il futuro?

D. Intanto mi aspetta un evento importante. Io sono anche mamma, orgogliosa di esserlo. Uno dei miei tre figli ha scritto un libro, un fantasy futuristico, ed il 25 di questo mese, febbraio, faremo la presentazione. Vorrei che questo evento e soprattutto questo libro servisse da stimolo a tutti i giovani che si approcciano alla vita dopo aver superato gli studi universitari. Durante il percorso di studio non si pensa al dopo, al mondo in cui si verrà catapultati, per cui può capitare che nel momento in cui questo avviene ci si sente un po’ di sconfortati… Spero che mio figlio, che ha affrontato anche lui questa esperienza, possa trasmettere a tutti i giovani quella voglia di fare, di crescere, di non scoraggiarsi e di realizzare i propri sogni a prescindere da quello che potrà essere il risultato… L’importante è farlo, rischiare e non appiattirsi perché comunque il percorso può essere tortuoso ma non è detto che alla fine non porti al raggiungimento di qualcosa di bello, importante e grande.

K. In fin dei conti “vola solo chi osa farlo” come diceva Sepùlveda

D. Avere il coraggio di affrontare tutto ciò che ci si prospetta dinanzi e non girargli le spalle per me è una cosa fondamentale… nulla è dovuto e nulla è semplice… io amo vivere alla giornata nel senso che affronto la mia giornata senza pensare a quello che succederà il giorno dopo, ma il giorno dopo lo affronterò con l’intenzione di rendere proficua la mia giornata e magari di migliorare anche la giornata precedente, però non mi prefiggo delle cose a lunga scadenza.

K. Bisogna vivere comunque il presente…

D. un messaggio che vorrei lanciare ai giovani è che è vero che noi abbiamo un futuro ma se noi non costruiamo il nostro oggi riusciremo ad arrivare a quel futuro? È importante quello che noi oggi realizziamo anche dal punto di vista delle emozioni è importante vivere il momento che stiamo vivendo non posso pensare a quello che farò domani perché perderei il riferimento di questa emozione ecco perché spesso vediamo una società che tende a deprimersi perché non riesce a godere dell’attimo che vive… che non è il carpe diem. Voglio precisare questo concetto, il carpe diem è un attimo, invece la vita è un susseguirsi di attimi, per cui un susseguirsi di carpe diem che vanno vissuti pienamente…

K. anche perché dell’attimo dopo non abbiamo certezza, siamo certi solo dell’attimo che stiamo vivendo… bisognerebbe vivere così, vivendo l’attimo però molti si lasciano scappare questa opportunità…

D. è godere del momento, viverlo e raccogliere tutto quello che c’è di positivo e farne un bagaglio… e quello che succederà domani sarà anche il frutto di oggi

K. questo è anche uno dei modi per affrontare le proprie paure perchè se ti abbandoni all’angoscia di cosa succederà domani vivi male, invece se affronti momento per momento riesci a superare tutto, paure comprese…

D. E’ fondamentale affrontarle… se io ho una paura mi vesto di questa paura e non riuscirò a superarla perciò diventa un limite… è una cosa che ognuno di noi si porta dietro ed è bene che ci sia, la paura, però è vero che deve essere accompagnata da quella dose di coraggio che ti fa affrontare le cose… anche in campo medico è fondamentale questo atteggiamento, se tu affronti una problematica di salute con coraggio e determinazione pensando che ce la farai quello che ti viene somministrato ha un effetto molto più positivo sul tuo organismo, quindi il coraggio di affrontare e superare le nostre paure è fondamentale…

K. Daniela grazie del tempo che ci hai dedicato

D. grazie a te a voi e alla redazione

Katia Germanò

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