Trapianti, possibile la donazione di organi tra pazienti positivi all’Hiv


Negli ultimi anni, la diffusione di nuove terapie antiretrovirali ha sensibilmente migliorato la qualità di vita delle persone affette da HIV, restituendo loro il pieno recupero della vita sociale e lavorativa. Le conquiste registrate dalla medicina in questo settore coinvolgono anche i trapianti su soggetti sieropositivi che, a causa dell’infezione, possono andare incontro, nel tempo,  a disfunzioni multiorgano gravi. Superate le iniziali incertezze, il Centro Nazionale Trapianti ha attivato  una serie di protocolli e programmi-pilota per regolamentare le procedure nel trapianto di organo solido in favore di soggetti sieropositivi. Molto presto in Italia le persone colpite dal virus dell’Hiv, responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), potranno donare gli organi a chi si trova nella medesima condizione clinica. Lo ha annunciato il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa, in occasione degli Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana attualmente in corso di svolgimento a Roma (8 e 9 marzo). L’atto formale, come sottolineato dallo specialista, verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel giro di due o tre giorni e proietterà ulteriormente il nostro Paese al vertice mondiale nelle procedure per il trapianto d’organi.Si tratta innanzitutto di un passo in avanti , virtuoso sotto il profilo sociale, poiché “toglie un fattore di discriminazione al soggetto Hiv”, ha aggiunto lo specialista. Naturalmente non vi sarà alcun cambiamento dal punto di vista della sicurezza nella gestione dei trapianti: “il donatore deve rispondere a determinate condizioni – ha proseguito Nanni Costa -, ovvero deve essere un soggetto seguito e che non è sottoposto a fattori di rischio aggiuntivo”. Nei parametri prestabiliti, grazie agli strumenti diagnostici e terapeutici all’avanguardia nel nostro Paese, sarà dunque possibile procedere alla donazione in maniera non dissimile da quella che coinvolge i pazienti colpiti da epatite.

MS

 

 

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