Enzo Cuzzola:” la massa passiva del comune di Messina è in effetti sovrastimata”

Apprendo dall’Avvocatura Comunale che abbiamo definitivamente (cioè con sentenza di Cassazione) vinto una causa. Meglio non abbiamo perso, cioè Cassazione ha stabilito che l’attore che pretendeva dal comune 4,1  milioni circa, non vanta alcun credito, cioè gli dobbiamo 0 (dicasi zero) euro. Detto credito era censito nella massa passiva del piano di riequilibrio, inizialmente per l’intero importo, poi, dopo la sentenza di secondo grado a favore del comune, per 1,1 milioni circa, adesso possiamo eliminare definitivamente l’accantonamento. Il mese scorso altra sentenza stabiliva che l’attore, che aveva agito contro il comune, per vedersi riconoscere un risarcimento di circa 900 mila euro, aveva diritto a soli 5 mila euro. Non solo, da un controllo a campione, effettuato su alcuni crediti pretesi da professionisti, è emerso che alcuni importi, censiti nel piano per l’intero importo fatturato, non siano “liquidabili”, in quanto abbondantemente “sovrafatturati”. Ecco allora che, a prescindere dalla necessità di consolidare nel piano gli importi come da “pretesa”, salvo poi verificarne al momento dell’effettivo pagamento la reale debenza, la scelta del piano è stata quanto mai opportuna anche per bloccare l’esecutività di “certe” pretese. Ecco che chi, come me, malgrado tutto, vede il bicchiere sempre mezzo pieno, si convince ancor di più che la massa passiva del comune di Messina sia in effetti sovrastimata.

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