Putin si avvia alla vittoria delle presidenziali con un 73,9% di preferenze

Mosca 22:30 – Come ci si poteva aspettare, la rielezione alla Presidenza della Russia di Vladimir Putin è quasi scontata. Vladimir Putin trionfa con il 73,9% dei voti nelle presidenziali, venendo così eletto per la quarta volta per un mandato di sei anni: lo dicono gli exit poll pubblicati dal centro demoscopico statale Vtsiom con un campione di oltre 160mila persone, 55% donne e 45% maschi. Al secondo posto, come previsto, il candidato del partito comunista Pavel Grudinin con l’11,2%. Seguono il nazionalista Vladimir Zhirinovsky con il 6,7%, Ksenia Sobchak con il 2,5%, Grigory Yavlinski con l’1,6%, Boris Titov con l’1,1%, Serghei Baburin con l’1% e Maxim Suraikin con lo 0,8%. L’affluenza alle urne è stata indicativamente attorno al 63,7%, secondo i dati Vtsiom riferiti dalla Tass, che ne cita il direttore, Konstantin Abramov. Per quanto riguarda i dati reali, Putin è in testa nelle presidenziali russe con il 72,53% dei voti quando è stato scrutinato il 25% delle schede, rende noto l’agenzia Ria Novosti. ‘Sono sicuro che il programma che ho suggerito al Paese sia quello giusto’, spiega il presidente uscente. Quasi 111 milioni gli aventi diritto al voto in patria, ed 1,8 milioni all’estero. Quasi 100 mila seggi, distribuiti su 11 fusi orari. Accuse a Kiev: ‘Sta impedendo ai russi presenti in Ucraina di andare a votare nell’ ambasciata o nei consolati’. Crimea al voto per la prima volta 4 anni dopo l’annessione, ci sono 43 osservatori internazionali. A favorire la rielezione di Putin è la sua fermezza e forza che sta’ dimostrando contro i duri attacchi che l’occidente sta effettuando contro la sua politica. A dimostrazione di ciò sono le testimonianze di molte persone, “Se non fosse per la situazione internazionale – ci rivela Lidia, 83 anni – avrei votato per il candidato comunista, come ho sempre fatto. Ma questa volta ho votato Putin perché americani e britannici ci attaccano su tutti i fronti, e ora ci accusano pure di aver avvelenato quella spia in Inghilterra”.  “Ho votato per il nostro presidente perché abbiamo bisogno di un leader forte in un contesto internazionale così difficile”, spiega Anatoli, 24 anni. “Dobbiamo dimostrare al mondo che siamo uniti. Ho scelto un presidente forte per una Russia forte”, gli fa eco il 52enne Pavel ripetendo lo slogan elettorale del leader del Cremlino. “Per chi ho votato? Per un grande uomo, per un grande statista”, afferma con orgoglio il giovane Aleksandr, secondo cui Putin “passerà alla storia proprio come Stalin e Pietro I”(Ansa.it). Quindi la Russia si appresta ad altri sei anni di un governo forte di un forte presidente che non si piega alle imposizioni provenienti dall’estero.

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About the Author: Carlo Viscardi