Intervista a Ketty Turano, stilista e designer di cappelli

S. Amici del Metropolitano, ci troviamo qui oggi con Ketty Turano, stilista e designer di un accessorio intramontabile del mondo della moda, che è il cappello. Ketty come nasce la tua passione per la moda e per la creazione di cappelli?

K. Innanzitutto, un saluto a tutti e un ringraziamento a voi per avermi invitato. Lo ribadisco sempre, c’è una figura importante nella mia vita, che mi ha fatto cominciare ad amare questo mondo, che è mia nonna materna, regalandomi cappelli e guanti di ogni genere. Fin da bambina adoravo indossare i suoi cappelli, nella sua stanza e ci sono foto che testimoniano questo. Li portai persino a Milano, dove mi trasferii dopo il Liceo, per proseguire gli studi in ambito linguistico e turistico.  Lì, ho abitato presso un’abitazione di suore spagnole, e molte ragazze che ho conosciuto, frequentavano scuole di moda e da lì cominciai anche io ad affascinarmi a questo mondo e a prenderne parte, coi miei cappelli, che già da allora modificavo, seguendo il mio stile e la mia ispirazione.

S. Vogliamo spiegare come fai a realizzare i tuoi cappelli e che materiali utilizzi?

K. Io amo i cappelli antichi, e voglio precisare che sono anche una collezionista. Sono costantemente alla ricerca di questi cappelli, a volte non sempre ben messi e cerco di ristrutturali. Come in una fotografia, guardo il cappello e poi vado alla ricerca di quel dato bijoux o di quel dato fiore. La mia idea, o parte dal cappello o in base a ciò che acquisto, essendo un’amante dello shopping.

S. Qual’è il momento della giornata più creativo per te?

K. Non c’è un momento preciso, ma in tarda sera, capita spesso che nascano le mie migliori idee. Dunque, in tarda notte o all’alba.

S. C’è una tua creazione alla quale sei particolarmente legata?

K. Si i miei primi cappelli, perchè sono quelli di mia nonna, ma anche quelli che sto creando adesso, che sono realizzati in tulle e in pizzo, e questi abbinamenti, che amo molto, sono da stimolo per me, per cercare anche forme diverse di cappelli. Nella mia ricerca e realizzazione, seguo quello che è mio, ma ho anche delle fonti di ispirazione,  per esempio vedo una donna e già questa può far nascere in me, un’idea creativa.

S. C’è un donna del mondo dello spettacolo che potresti considerare come la tua musa?

K. Senza alcun dubbio Annie Lennox, non solo per il suo pregio artistico, ma anche come donna dal punto di vista sociale. Mi ha ispirato in tante creazioni e sarebbe un sogno vederla con indosso i miei cappelli.

S. E come figura maschile?

K. E’ una figura che non c’è più, però mi ha ispirato, David Bowie. Ma la mia figura resta sempre quella femminile, anche se non mancano le richieste dal mondo maschile, qualche cappello da uomo l’ho già realizzato e proseguirò a cimentarmi in questo.

S. Vogliamo ricordare gli eventi ai quali hai partecipato? Facciamo un excursus.

K. Ho iniziato con la mia prima mostra di cappelli, nell’Agosto 2016, dal titolo “Il cappello e le sue trasformazioni”, che spiega perfettamente la mia arte, da una base creo la mia idea che può essere su disegno o sulla base stessa, rispolverando i corsi che facevano le suore. Da questa mostra, ho riscosso molti consensi e sono stata chiamata a partecipare a diverse sfilate, soprattutto in Sicilia. Passerelle, ma anche shooting. Ultimo evento moda al quale ho preso parte, è stato il Gerace Fashion Day, nella splendida cornice della storica città calabrese. E ci sono in cantiere altri progetti.

S. Qual’è il tuo sogno nel cassetto?

K. Non pensavo che succedesse tutto questo così in breve tempo, dall’Agosto 2016. Spero quindi, che tutto ciò continui, per mettere in campo il mio estro sempre più e poi il mio sogno, è poter un giorno, realizzare un atelier tutto mio, dal gusto classico e antico che amo.

S. Bene, allora noi te lo auguriamo e ti ringraziamo per questa intervista.

K. Grazie mille a voi.

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About the Author: Sonia Polimeni