Fisco: disponibile dal 16 aprile la dichiarazione redditi precompilata

La dichiarazione dei redditi è il documento contabile attraverso il quale il cittadino-contribuente comunica al fisco le proprie entrate, ovvero il proprio reddito, ed effettua i versamenti  relativi alle imposte dovute. In Italia tale dichiarazione si effettua attraverso la compilazione del cosiddetto modello 730 e del modello redditi.

Il Modello 730  è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati. Il modello 730 presenta diversi vantaggi. Principalmente, il contribuente  ottiene il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata di pensione, a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre); se, invece, deve versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre) direttamente nella busta paga.

Possono utilizzare il modello 730 i contribuenti che nel 2017 hanno percepito:

  • redditi di lavoro dipendente, di pensione e redditi assimilati (indennità di tipo previdenziale, borse di studio, assegno dell’ex-coniuge, ecc..)
  • redditi dei terreni e dei fabbricati
  • redditi di capitale (dividenti e utili di enti e società di capitali)
  • redditi di lavoro autonomo senza partita Iva (prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente)
  • alcuni redditi “diversi”
  • alcuni redditi a tassazione separata

Il modello Redditi PF (ex Unico) è un modello unificato tramite il quale è possibile effettuare più dichiarazioni fiscali.A differenza del modello 730, nel modello Redditi 2017 (Unico) i versamenti delle imposte sono effettuati direttamente dal contribuente attraverso il modello F24, che deve essere presentato in banca o in posta.Il contribuente può effettuare direttamente la compilazione del modello ed i calcoli dei versamenti o può richiedere assistenza alla compilazione: ai CAF, ai professionisti, e agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate appositamente abilitati a svolgere questa attività.

Deve presentare il Modello Redditi e non può utilizzare il Modello 730 precompilato o ordinario

  • chi ha percepito redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione;
  • chi ha percepito redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;
  • chi ha percepito redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D, righi D4 e D5;
  • chi non è stato residente in Italia,
  • chi deve presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP, Mod. 770 ordinario e semplificato (sostituti d’imposta);
  • chi deve presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.
  • altro.

 Dichiarazione dei redditi precompilata: Dal 16 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione, sia per chi presenta il modello 730 sia per chi presenta il modello Redditi, la dichiarazione dei redditi precompilata . Il contribuente non è comunque obbligato a utilizzare la dichiarazione dei redditi precompilata. Può, infatti, presentarla con le modalità ordinarie.

La dichiarazione precompilata rappresenta una rivoluzione copernicana nel rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuenti , è  infatti il Fisco a raccogliere i dati, elaborarli, per inviare al contribuente la dichiarazione dei redditi già compilata. Il contribuente si deve preoccupare soltanto di verificare l’esattezza e la completezza dei dati.Per l’elaborazione della dichiarazione precompilata, l’Agenzia delle Entrate utilizza le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria (ad esempio la dichiarazione dell’anno precedente e i versamenti effettuati), i dati trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio banche, assicurazioni ed enti previdenziali) e i dati contenuti nelle certificazioni con riferimento ad esempio ai redditi di lavoro dipendente e assimilati e ai compensi per attività occasionali di lavoro autonomo. Inoltre, grazie al sistema “Tessera Sanitaria”, a partire dalla dichiarazione dei redditi 2016 (anno d’imposta 2015) nella dichiarazione precompilata confluiscono anche i dati relativi alle spese sanitarie che danno diritto a deduzioni dal reddito o detrazioni d’imposta.

Spese detraibili sostenute dal contribuente o per conto del familiare a carico:

  • Spese sanitarie: franchigia pari a 129,11 euro  a patto che siano documentate con il cd. scontrino fiscale;
  • Spese sanitarie per disabili, senza limite di importo;
  • Spese per acquisto e riparazione veicoli per disabili, tetto massimo 18.075,99 euro;
  • Spese per l’istruzione secondaria e universitaria, per un importo non superiore a quello previsto per gli istituti statali;
  • Spese per attività sportive praticate da ragazzi: euro 210 per ciascun figlio minorenne;
  • Spese canoni di locazione studenti universitari fuori sede, tetto massimo di spesa 2.633,00 euro;
  • Spese asili nido 632,00 euro;
  • Contributi versati per il riscatto del corso di laurea.

Spese detraibili sostenute nell’interesse del contribuente:

  • Spese sanitarie per patologie con esenzione, franchigia pari a 129,11 euro;
  • Spese funebri: da quest’anno diventano detraibili anche le spese sostenute per conto di non familiari, tetto massimo pari a 1.549,37 euro;
  • Spese per intermediazione immobiliare, tetto massimo 1.000,00 euro;
  • Spese veterinarie: franchigia 129,11 euro e soglia massima 387,34 euro;
  • Interessi mutuo abitazione principale: tetto massimo 4.000,00 euro;
  • Interessi mutuo costruzione abitazione principale: tetto massimo 2.582,28 euro;
  • Interessi prestiti o mutui agrari: importo detraibile non può essere maggiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati;
  • Spese assicurazione detraibili 730 o Unico: Premio assicurazione vita e infortuni: tetto massimo 530,00 euro – con rischio non autosuffcienza 1.291,14 euro all’anno;
  • Erogazioni liberali partiti politici, onlus, società sportive ed associazioni sportive dilettantistiche, società di cultura ecc;
  • Spese bonus ristrutturazione;
  • Bonus mobili ed elettrodomestici con ristrutturazione: tetto massimo 10.000 euro detrazione pari al 50%, ma solo se la spesa è sostenuta a seguito interventi di recupero e di ristrutturazione;
  • Ecobonus: detrazione pari al 65% se vi rientrano:
    • Spese per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, tetto massimo di spesa 181.818,18 euro per ogni unità immobiliare;
    • Spese installazione pannelli solari, soglia massima fino a 109.090,91 euro per ogni unità immobiliare;
    • Spese sostituzione di impianti di climatizzazione: vedi il nuovo bonus caldaie 2018.
  • Detrazioni  canoni di locazione: per inquilini che adibiscono l’immobile locato ad abitazione principale, giovani tra 20 e 30 anni, per chi trasferisce la residenza per motivi di lavoro.

Oneri deducibili:

Rientrano tra le spese deducibili della dichiarazione dei redditi tramite 730 e Unico, in quanto vanno a diminuire il reddito imponibile, i seguenti esempi di spese:

  • Contributi previdenziali versati a casse professionali di appartenenza o all’Inps;
  • Assegni periodici per il mantenimento del coniuge separato o divorziato;
  • Contributo sugli immobili ai consorzi obbligatori per legge;
  • Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose, Onlus, organizzazione non governative, università e ricerca;
  • Rendite, vitalizi, assegni alimentari ed altri oneri;
  • Contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici ed all’assistenza personale o familiare, per un importo non superiore a €. 1.549,37.

 

Scadenze: Dal 2 maggio (fino al 23 luglio) sarà possibile modificare e inviare il modello 730. Per il modello Redditi, disponibile anch’esso dal 2 maggio, la trasmissione sarà possibile dal 10 maggio fino al 31 ottobre.I lavoratori dipendenti e pensionati interessati possono accettare il modello 730 così come proposto oppure possono modificarlo/integrarlo prima dell’invio. I contribuenti interessati al modello Redditi precompilato, invece, possono modificarlo/integrarlo e infine inviarlo all’Agenzia delle Entrate.

MS

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