Acquari a rischio. Tante specie tossiche e spesso sottovalutate nei nostri micromondi acquatici

Un giovane inglese pulisce l’acquario di casa e la sua famiglia finisce intossicata a causa di una tossina rilasciata da coralli ornamentali

Esteticamente sono bellissimi e diventano degli oggetti di arredamento unici e al di là delle condivisibili polemiche che vanno dal fatto che può rappresentare una crudeltà tenere in bella mostra esseri viventi che normalmente vivono liberi e quelle dell’importazione di specie esotiche rare e addirittura a rischio estinzione, gli acquari possono diventare anche molto pericolosi se non manipoliamo con cura alcune specie animali o vegetali che riteniamo innocue e che in realtà possono manifestare anche elementi di tossicità, a volte letale. Ne sa qualcosa un giovane inglese e la sua famiglia che nei giorni scorsi ha rischiato letteralmente la vita. Mancanza di respiro, tosse e febbre: sembravano sintomi da influenza. Ma non era così per Chris Matthews del Regno Unito. Voleva solo pulire il suo acquario, ma lo stesso ha rilasciato una sostanza altamente tossica ed è stato costretto a ricorrere al pronto soccorso il giorno successivo. Proprio come tutta la sua famiglia. Come riporta il portale britannico del celebre “The Independent”, il ventisettenne Matthews ha commesso un errore fatale mentre puliva il suo acquario. Durante le operazioni di manutenzione, aveva anche pulito una pietra che era ricoperta di coralli. Coralli, che hanno però rilasciato una delle sostanze organiche più tossiche: la palitossina. Alcuni coralli, è noto, producono sostanze tossiche dal plancton assimilato. Lo fanno per proteggersi dai predatori. Il veleno può causare grande sofferenza e in alcuni casi portare alla morte in pochi minuti. Ovviamente, il fatto che il veleno si fosse diffuso nell’appartamento era sfuggito al ragazzo secondo quanto riportato sul The Independent. È non era stato notato fino al mattino seguente quando si sono manifestati i sintomi simil-influenzali.  Durante il giorno anche sua madre, sua sorella e il suo fidanzato si erano ammalati. Ma solo quando anche i due cani della famiglia hanno mostrato sintomi analoghi, Matthews ha chiamato il numero delle emergenze. La famiglia probabilmente non sarebbe sopravvissuta un’altra notte nella loro casa, secondo Matthews. Tutte le vittime sono state ricoverate in ospedale e alcune di esse sono rimaste lì durante la notte. Nel frattempo, gli esperti chimici dei vigili del fuoco hanno attuato ogni operazione utile per ventilare la casa di famiglia ed eliminare i resti del corallo. Nonostante l’incidente, Matthews, come ogni acquarofilo che si rispetti non ha la benchè minima intenzione di liberarsi del suo acquario. Ha detto all’Independent: “Abbiamo preso più precauzioni e assicurato di ventilare adeguatamente la stanza […] Sarò molto più attento in futuro.” Sì certamente dovrà stare molto più attento, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, così come molto attenti devono stare coloro che si approcciano all’acquarofilia e pensano di poter manipolare specie esotiche senza alcuna precauzione.

C.S. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”

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