Il Dna e i fattori di stress ambientali possono aumentare il rischio di depressione

Sono nel Dna, ma anche nell’ambiente, gli elementi che concorrono a determinare il rischio di depressione. Sono state identificate da un  gruppo di 200 ricercatori coordinato da Cathryn Lewis e Gerome Breen, del King’s College di Londra, ben 44 varianti genetiche, 30 delle quali finora sconosciute. Inoltre sono stati identificati 153 geni significativi e si è scoperto che, fra questi, 6 varianti sono comuni alla schizofrenia. Non solo: è stato anche osservato che il rischio di depressione è collegato ad un indice di massa corporea più alto, cioè ai chili di troppo, e a un minor livello di istruzione.  La scoperta è stata pubblicata su “Nature Genetics” , rivista scientifica inglese, fondata nel 1992. Il risultato, basato sull’analisi del Dna di circa 500.000 individui (di cui 135.000 con depressione e 344.000 senza), rappresenta la più importante scoperta sulle basi genetiche di questo disturbo. Le analisi genetiche  condotte su un campione di più di 135.000 persone depresse, svolte dai ricercatori del Consorzio di genomica psichiatrica hanno confermato i legami  intercorrenti tra il genoma e la malattia. Molte delle varianti genetiche individuate sono state già prese di mira dai farmaci in commercio, “ma questa scoperta può dare nuovi stimoli alla ricerca sulle terapie contro la depressione, aprendo la strada a diversi e migliori trattamenti”, commenta Breen. Anche se si è fatta luce sulle basi genetiche di questa malattia, aggiunge Lewis, “si tratta solo del primo passo. Servono ulteriori studi per capire come la genetica e i fattori di stress ambientali contribuiscano insieme ad aumentare il rischio di depressione”.

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