Esami maturità: i pensieri dei maturandi

Sono più di 500mila (per la precisione, 509.307) i maturandi che, questa settimana, hanno concluso definitivamente il loro percorso scolastico. Skuola.net – tramite una web survey – ha chiesto di raccontare a 3mila studenti di quinta questo  “ultimo giorno di scuola”.

Le cose “da dimenticare”
I brutti voti (18%) e i professori antipatici (17%). Alla fine dei loro 5 anni, vorrebbero cancellare dalla memoria anche i troppi compiti a casa e l’eccessivo studio (11%), nonché i litigi con i compagni (10%), naturale intoppo della quotidianità scolastica. Tra le cose peggiori della scuola, non poteva mancare il momento del ritorno tra i banchi dalla pausa didattica (8%), uno dei più difficili dell’anno, che si tratti delle vacanze estive o di quelle natalizie.

I momenti indimenticabili

In primis le amicizie (32%): a scuola non si va solo per studiare, ma anche per condividere pezzi di vita con i propri compagni, con i quali nasce un rapporto quasi fraterno. E poi le gite o i viaggi di istruzione (9,5%), che spesso sono il cemento queste amicizie. Tra i momenti migliori degli anni di scuola, anche l’arrivo – tanto atteso – della pausa didattica (9%), e l’emozione di imparare cose nuove e interessanti (8%).

Ansia, nostalgia o entusiasmo?
Il sentimento dominante, in questo giorno di bilanci, è tuttavia l’ansia per l’esame imminente. E poi, prevale la nostalgia per il passato o l’entusiasmo per l’inizio di una nuova vita? Senza dubbio la prima: così risponde il 36% dei maturandi. Solo il 24% non lascia spazio alle malinconie, e si vede già tra i banchi dell’università o immerso nella costruzione della propria carriera.

Parola ai maturandi
Skuola.net ha raccolto le parole e i pensieri dei maturandi nel loro ultimo “ultimo giorno di scuola”: questi alcuni dei messaggi che la redazione ha selezionato tra quelli inviati dagli studenti.

“Bisogna godersi tutto fino all’ ultimo secondo perché questi momenti sono i più belli della nostra vita e non ritornano”.

 “E’ stata una giornata vissuta fra malinconia e ansia. Sono stati anni talmente belli, usciamo da qua diversi da come siamo entrati, fra i banchi di scuola abbiamo trascorso tantissimo tempo e affezionarsi anche solamente alle mura noiose di un edificio non è difficile, quando questo ha racchiuso così tante risate e preoccupazioni. Mi mancherà… non aspetto altro che finisca tutto, ma ne sento già malinconia”.

“Beh… Che dire, l’ultimo giorno effettivo sarà quando avremo finito gli esami. Ma se oggi dovessi dire che ho finito la scuola mi verrebbe da dire che ho trascorso questi 5 anni facendo esperienze diverse con i miei compagni e i miei insegnanti e difficilmente mi viene da dire che mi mancheranno”. “Non è stato da me vissuto benissimo questo percorso ma, pur essendoci stati più momenti brutti che belli, riesco a ricordare solo quelli belli”.”Ho guardato la mia sedia e niente… mi è salita la malinconia”.

“E’ che, a volte, non ti rendi conto di quanto scorra velocemente il tempo. Sei lì, in prima superiore, che pensi che il tempo a scuola sarà infinito, non realizzi che anche quegli anni arriveranno ad una fine. E allora gli anni passano e affronti i brutti voti, le prime cotte, le interrogazioni per le quali non ti sei preparato, i litigi con gli amici. In quegli anni inizi a crescere: cadi, affronti i primi bulli, i TUOI bulli e ti rialzi. In un attimo sei grande, sei forte, è il tuo ultimo giorno di scuola, e non saluti più i tuoi amici con la consueta frase “Ci vediamo l’anno prossimo”, ma nuove parole lasciano le tue labbra e compongono il nuovo “Ci vediamo il giorno degli esami”. In realtà, però, non smettete di vedervi, sentirvi: quel gruppo di classe invia notifiche su WhatsApp in continuazione e tu sei lì, a studiare la tua tesina, a ripassare per gli scritti. Spegni il cellulare, ma se dovessero avere bisogno di te e tu di loro? E allora lo riaccendi, apri le notifiche, rispondi, ridi e sorridi alle loro ansie, le loro paure, che in fondo sono anche tue”.

MS

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