Etiopia. Oppositori in esilio pronti al rientro: “lotta pacifica”

Il gruppo Ginbot 7 chiede l’eliminazione delle leggi repressive. (DIRE) 21 giu. – I membri del Ginbot 7, un gruppo costituito da oppositori del governo etiope in esilio negli Stati Uniti, hanno fatto sapere che intendono tornare nel loro Paese di origine per promuovere una lotta pacifica. La notizia e’ stata diffusa in amarico attraverso un comunicato del gruppo ripreso dal sito d’informazione in lingua inglese ‘Addis Standard’. Secondo la ricostruzione dello ‘Standard’, il gruppo “rinuncera’ ai suoi atti di ‘autodifesa’ per ritornare in Etiopia, a condizione che le attuali riforme che il Paese sta intraprendendo vadano avanti, focalizzandosi sull’eliminazione delle leggi repressive e sulla garanzia che la legalita’ prevalga negli sforzi per costruire istituzioni democratiche forti”. ‘Ginbot 7’ significa ‘7 maggio’ in amarico: il nome ricorda la data delle elezioni del 2005, quando centinaia di persone furono uccise nel corso di proteste legate a presunti brogli che portarono alla vittoria della coalizione attualmente al governo, il Fronte democratico rivoluzionario del popolo etiopico. Dopo la sua fondazione, nel 2008, il Ginbot 7 era stato bandito dalle autorita’ di Addis Abeba e incluso nella lista delle organizzazioni terroristiche. Alla fine dello scorso maggio, con l’obiettivo di ‘facilitare la riconciliazione nazionale’ il governo di Abiy Ahmed, succeduto ad aprile a quello di Hailemariam Desalegn, aveva liberato il leader dell’organizzazione Andargachew ‘Andy’ Tsige. Tsige era detenuto dal 2014 dopo essere stato estradato dallo Yemen in seguito a una condanna a morte in absentia. Sempre il mese scorso, la procura generale aveva fatto cadere le accuse contro Berhanu Nega, fondatore del Ginbot 7. (Gif/Dire) 18:11 21-06-18

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