Manovra. Brunetta: Programma economico governo non sostenibile

(DIRE) 21 Set. – “La pubblicazione dei dati di contabilita’ nazionale fatta oggi dall’ISTAT, con la leggera revisione al rialzo del Pil 2017 e con il peggioramento del rapporto deficit/Pil dal precedente 2,3% al 2,4% non cambia di molto il quadro macroeconomico e di finanza pubblica a disposizione del Governo per la predisposizione della Nota di Aggiornamento del DEF, che dovra’ essere presentata al Parlamento entro la prossima settimana. La verita’ e’ che, con la revisione al ribasso delle stime di crescita del Pil per il 2018, dal +1,5% di maggio al +1,1% e per il 2019, dal +1,4% al +1,0% e un rapporto deficit/Pil per il 2019 che quasi sicuramente non potra’ superare la soglia dell’1,6%, sempre ammesso che la Commissione Europea sia disposta ad accettare tale soglia – considerando che quella concordata in precedenza era pari allo 0,8% – non c’e’ un solo euro a disposizione per finanziare il programma economico di Lega e Movimento Cinque Stelle”. Cosi’, in una nota, il deputato di Forza Italia Renato Brunetta. “Nessun reddito di cittadinanza, quindi, ne’ flat tax, ne’ controriforma Fornero. Ammesso, infatti, che Bruxelles conceda davvero un rapporto deficit/Pil all1,6% – aggiunge -, tutta la maggior flessibilita’, pari allo 0,8% del Pil, dovra’ essere utilizzata per coprire l’aumento delle aliquote Iva (12,4 miliardi di euro), le spese indifferibili (3,5 miliardi), le spese per maggior interessi sul debito (5 miliardi) e il buco di gettito dovuto alla minor crescita (5 miliardi). Tutto questo, sotto l’ipotesi che nei prossimi 3 anni siano davvero realizzati proventi da privatizzazioni pari allo 0,3% di Pil l’anno (4,5 miliardi) come previsto dai tendenziali contenuti nell’ultimo Def presentato dal governo di Paolo Gentiloni. Considerando, pero’, le dichiarazioni degli esponenti del Movimento Cinque Stelle sulla necessita’ di statalizzare le societa’ private che gestiscono le infrastrutture e ricordando la loro storica avversione alla cessione di quote di societa’ pubbliche al mercato, difficilmente queste operazioni verranno fatte. E’ quindi prevedibile un altro buco di bilancio pari a 13,5 miliardi nei prossimi 3 anni. Se veramente il governo vorra’ dare avvio al suo programma, dovra’ accettare l’aumento dell’Iva, aumentare le tasse o trovare altre fonti di copertura nella spending review. Relativamente a quest’ultima, il vicepremier Di Maio dichiarava in campagna elettorale che avrebbe effettuato 30 miliardi di tagli alla spesa ma finora, dall’operazione di revisione della spesa pubblica non e’ arrivato un solo euro”. “I mercati finanziari, intanto, stanno a guardare. Gli spread e i rendimenti sui nostri titoli di Stato si sono stabilizzati, dopo le rassicurazioni del vicepremier Matteo Salvini che non verra’ sforata la soglia del 3.0% del rapporto deficit/Pil, come precedentemente annunciato dal Governo. Il rendimento sul benchmark di riferimento, il BTP decennale, e’ rimasto, tuttavia, a livelli elevati, attorno al +2,85%, circa 230 punti base in piu’ rispetto all’omologo Bund tedesco e circa 100 punti base in piu’ rispetto al titolo portoghese di analoga durata. Gli investitori attendono di vedere i dati reali della prossima manovra finanziaria, prima di decidere se acquistare o vendere. In ogni caso, va considerato anche che tra pochi giorni la Banca Centrale Europea dimezzera’ gli acquisti dei titoli sovrani da 30 miliardi a 15 miliardi al mese, per poi cessarli del tutto dal prossimo gennaio. Una mossa che sta gia’ facendo risalire i rendimenti di tutti i titoli di Stato dell’eurozona, Bund tedeschi compresi. Considerando anche il deteriorato contesto macroeconomico internazionale, per via della guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina e che molti economisti prefigurano gia’ una nuova recessione economica dal 2020, le prospettive di riuscire a mantenere i conti pubblici lungo il famoso ‘sentiero stretto’, per il Governo italiano, sono diminuite di molto. Per questi motivi, sarebbe utile che l’Esecutivo la smettesse di far credere agli italiani di avere risorse a disposizione per finanziare la sua politica ‘tassa e spendi’ e dicesse la verita’ sul fatto che, invece, non c’e’ un euro a disposizione”, conclude Brunetta. (Rai/Dire) 18:04 21-09-18

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