Quando la Reggina giocava in campo neutro ma mai per inagibilità del campo…

di Antonio Virduci

Mai successo prima. Almeno se si considera il fattore agibilità struttura. La Reggina, infatti, per il prossimo impegno di campionato con i pugliesi del Monopoli, sarà costretta a trovarsi un campo diverso dal Granillo. L’impianto di proprietà comunale sito in via Galilei, infatti, manca della completa agibilità ed i lavori avviati dal Comune in tal senso non sono stati ancora completati. Una bella grana dal punto sportivo per i ragazzi di mister Cevoli, così come dal punto di vista dell’immagine per la società del presidente Mimmo Praticò. Sapore amaro di beffa, infine, per quel migliaio o poco più di abbonati che si sono intestarditi in tempi così amari per l’utente tifoso (ma a ogni latitudine e non solo qui) a sottoscrivere la tessera stagionale.

Nelle due foto quella in alto si riferisce a Reggina-Empoli sul neutro di Catania, quella con le squadre che entrano in campo a Siderno per Reggina-Udinese (90-91)

Mai successo prima, dicevamo. A nostra memoria ricordiamo, comunque, gli esodi forzati della gente amaranto causa squalifica del vecchio Comunale. Una partita su tutte: che danno quel Reggina-Empoli di serie B finito in pareggio sul neutro di Catania nella stagione 88/89, con i ragazzi allenati da Nevio Scala costretti poi a disputare lo spareggio di Pescara. Nel calcio, ovviamente, non esistono i se e i ma, siamo d’accordo, e però si fosse ricevuto l’Empoli a casa propria e non in un ambiente ostile (e invidioso) come quello del Cibali, ebbene in A probabilmente ci saremmo andati con dieci anni dieci di anticipo. Qualche anno dopo, sempre campionato di B, una Reggina boccheggiante (stagione 90/91) e in piena zona retrocessione finisce a giocare in provincia, a Siderno per la precisione. Il 2-1 che rifila all’Udinese, in uno stadio stracolmo, infonde nuove speranze di salvezza agli amaranto, ma finirà poi male. Altro campo neutro, ma sempre causa squalifica del campo, nella massima serie, stagione 2000/2001, quando sempre a Catania la Reggina affronta il Verona (1-1), pareggiando a tempo scaduto con Stovini la rete del provvisorio vantaggio veronese siglata da uno che poi a Reggio giocherà con gloria per un po’ di stagioni, ovvero Bonazzoli.

Altri tempi, altre situazioni, e diverso, rispetto al recente e lontano passato, l’animo della tifoseria che difficilmente prenderà domenica prossima la via di Vibo Valentia con lo spirito di una gradevole gita domenicale dal sapore sportivo. Al calcio attuale (volutamente con la c minuscola) pieno di lacci e lacciuoli, da leggere prescrizioni e divieti, orari indecenti, per non parlare dell’incertezza che vige su chi ancora debba partecipare ai vari campionati (roba da torneo nei cortili delle scuole stile anni ’80), ebbene quelli rimasti a crederci sono ormai pochi, quasi come gli indiani nelle riserve. Ammirevoli, pertanto, ma retaggio di un passato che non ritornerà mai più.

Ciò, però, non esonera dalle responsabilità coloro che sono obbligati a rispettare questi “benedetti” lacci e lacciuoli. Che la Reggina sia stata costretta a recarsi a Vibo perché al Comune di Reggio Calabria non ci si è ricordati per tempo di operare i dovuti controlli costituisce l’ennesima manifestazione di incapacità politica di questa governance cittadina, in prima fila a telecamere accese per propagandare il nulla o il quasi-nulla, ma poi lesta a defilarsi quando si stratta di affrontare e possibilmente risolvere le cose. Ma questo è un discorso che noi poveri cittadini conosciamo e subiamo da ben quattro anni…

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