Libertà in Rete 2018: I governi controllano sempre più il web

E’ l’ottavo anno consecutivo che la libertà di espressione sulla rete vede diminuire la sua percentuale d’espressione.

Secondo FreedomHouse.org, organizzazione non governativa che monitora internet:  I governi di tutto il mondo stanno stringendo il controllo sui dati dei cittadini e usano affermazioni di “fake news” per sopprimere il dissenso, erodendo la fiducia in Internet e le basi della democrazia.

L’amministrazione cinese, la più oscurantista per quel che riguarda il controllo e la censura in rete collabora in maniera sfacciata con altri governi simpatizzanti, fornendo loro tecnologia e formazione al fine di aiutarli nel controllo dei propri cittadini. La Cina sta esportando il suo modelli di censura\ sorveglianza per controllare meglio entro i suoi confini che a livello internazionale. Il rapporto Libertà in Rete 2018:  The Rise of Digital Authoritarianism (clicca per scaricare) è disponibile sul sito della Freedom House. 

“Gli eventi di quest’anno hanno confermato che Internet può essere usato per distruggere le democrazie tanto quanto può destabilizzare le dittature. Nell’aprile 2018, il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg ha testimoniato in due udienze del Congresso sul ruolo della sua compagnia nello scandalo di Cambridge Analytica, in cui è stato rivelato che Facebook aveva esposto allo sfruttamento politico i dati di 87 milioni di utenti. Il caso era un promemoria di come le informazioni personali vengano sempre più impiegate per influenzare i risultati elettorali. Gli hacker russi hanno preso di mira gli elettori degli Stati Uniti in diversi stati come parte degli sforzi più ampi del Cremlino per minare l’integrità delle elezioni del 2016, e da allora, i ricercatori della sicurezza hanno scoperto ulteriori violazioni dei dati che riguardano 198 milioni di americani, 93 milioni di messicani, 55 milioni di filippini, e 50 milioni di elettori turchi” (Freedom House).

La democrazia nella sua accezione più pura è messa a serio rischio dalla bramosia dei governi di controllare sempre più la vita dei propri cittadini e non sempre l’obiettivo è la sicurezza degli stessi. L’utilizzo di software sempre più moderni agevola le agenzie nazionali che mirano ad intercettare tutti i big data custoditi nei database, una volta era necessaria una infrazione fisica per riuscire ad introdursi in un archivio per rubare o manipolare gli stessi dati.

L’evoluzione informatica se non sapientemente gestita può essere fatale per le libertà personali e un agio per la manipolazione mentale delle masse.

Fabrizio Pace

 

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