Nucleare. Sogin: centrale Garigliano “sposa” economia circolare

Materiali smantellati per il loro riutilizzo. (DIRE) 20 Nov. – Il decomissioning nucleare veicolo di economia circolare, strumento per dare nuova vita a materiali ‘puliti’ e controllati fino al loro riciclo e riutilizzo. E’ questa la fase che sta vivendo la centrale nucleare del Garigliano a Sessa Aurunca (Caserta) che, grazie a Sogin, e’ impegnata in un’opera di brownfield nel proprio sito e partecipa alla Settimana europea della riduzione dei rifiuti (Serr). In questi giorni e’ infatti in corso il recupero dei materiali prodotti dallo smantellamento del rotore e dell’alternatore della turbina. Il brownfield, spiega l’amministratore delegato Sogin, Luca Desiata, “prevede smantellamento completo della centrale nucleare, condizionamento dei rifiuti in appositi fusti e stoccaggio in sicurezza su depositi temporanei in attesa del deposito nazionale”. I lavori si sono conclusi a settembre. Il cilindro del rotore, dal peso di 105 tonnellate e composto da ferro e rame, e’ stato estratto e sezionato con filo diamantato in due parti. Poi l’alternatore, composto da ferro, rame e plastica per un peso di 296 tonnellate, e’ stato tagliato e rimosso. Il materiale completo, dal peso totale di circa 400 tonnellate, sara’ poi controllato e allontanato dal sito. Il 96% sara’ trasferito in centri di recupero e lavorazione. “Siamo qui per lanciare ufficialmente una strategia strutturata di economia circolare all’interno di Sogin- spiega Desiata ai cronisti in visita alla centrale- la maggior parte dei rifiuti da smantellamento e’ composta da metalli e calcestruzzo che possono essere avviati al riciclo e riutilizzo” in una fonderia nella provincia di Brescia. Secondo Desiata “la minimizzazione dei rifiuti radioattivi deve essere una priorita’”. Per questo Sogin chiede anche l’arrivo di un deposito nazionale dei rifiuti. “I tempi non dipendono da Sogin- sottolinea l’ad- noi siamo solo una parte di un processo. Abbiamo consegnato la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (Cnapi) e siamo in attesa del nullaosta dei ministeri competenti per procedere con l’approfondimento di ciascun sito identificato”. A chi chiede se sia possibile un’estensione del periodo di permanenza all’estero delle scorie nucleari oltre il 2025, Desiata risponde che lo stoccaggio temporaggio all’estero “e’ una soluzione possibile. La normativa europea pero’ prevede solo uno stoccaggio temporaneo all’estero. Dunque- conclude- il problema sarebbe solo rimandato. Credo che lo stoccaggio all’estero siano soldi buttati. Il deposito nazionale e’ un’infrastruttura sicura, in piu’ sono soldi che restano sul territorio italiano”. (Sor/ Dire) 17:24 20-11-18

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