R.D. Congo. Tshisekedi giura da Presidente: ora pace e diritti

Il nuovo Capo di Stato promette registro dei detenuti politici

(DIRE) Roma, 25 Gen. – Felix Tshisekedi, il candidato decretato il vincitore delle elezioni del 30 Dicembre, ieri ha prestato giuramento assumendo cosi’ la carica di presidente. E’ il quinto per la storia della Repubblica Democratica del Congo, ma il primo attraverso elezioni democratiche, cosi’ come la stampa africana sottolinea. Nel suo discorso di insediamento, Tshisekedi – figura di punta dell’opposizione congolese – ha invocato la riconciliazione nazionale, tendendo anche una mano ai due candidati sconfitti: Martin Fayulu, il rappresentante di una coalizione di cinque partiti, e Emmanuel Ramazani Shadary, il candidato scelto dal presidente uscente Joseph Kabila. Fayulu tuttavia ha fatto sapere di non riconoscere la nomina di Tshisekedi, e assicurato che “non lavorero’ mai con lui”. Secondo diversi osservatori internazionali, Fayulu avrebbe ottenuto la maggioranza dei voti. Una posizione sostenuta anche dalla Chiesa cattolica locale, che ieri attraverso l’arcivescovo di Kinshasa, mons. Fridolin Ambongo, ha fatto sapere di temere che Kabila e il suo entourage eserciteranno un “controllo indiretto” su Tshisekedi e sul suo governo, mantenendo di fatto gli equilibri di potere invariati. Tshisekedi restava comunque il grande favorito delle elezioni del 30 Dicembre, un appuntamento atteso dalla fine del 2016, e che ha determinato una vasta crisi politico-istituzionale nel Paese. Felix è figlio di Etienne Tshisekedi – scomparso lo scorso anno – che ricopri’ per tre volte la carica di primo ministro dello Zaire. Come il padre, anche Felix è il segretario dell’Upds, l’Unione per la democrazia e il progresso sociale, il più importante partito di opposizione. Ieri, Felix Tshisekedi ha promesso riforme in economia per sconfiggere la povertà, e interventi per migliorare il sistema sanitario e educativo. Poi ha dichiarato: “Durante il nostro mandato, faremo in modo che il rispetto per i diritti fondamentali sia garantito per tutti i cittadini. Ci impegniamo a bandire ogni forma di discriminazione”. Quindi ha annunciato che il governo “avviera’ una campagna di sensibilizzazione per tutti i dipendenti dello stato in merito alle loro responsabilita’ nei confronti dei cittadini”, nonche’ la stesura “di un registro nazionale dei prigionieri politici, di opinione o simili, al fine di rilasciarli al piu’ presto”. L’incarico sarà affidato al ministero della Giustizia. Presenti alla cerimonia di Kinshasa solo il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta. Gli altri Paesi della regione – come Angola, Tanzania e Repubblica del Congo – hanno inviato rappresenanti di governo. Assenti anche i leader occidentali, rappresentati dagli ambasciatori. Stati Uniti e Francia hanno assunto posizioni apertamente critiche nei confronti della nomina di Tshisekedi, mentre Unione europea e Unione africana, dopo una iniziale incertezza, si sono dette pronte a sostenere il nuovo esecutivo. “Lascio il posto a Tshisekedi senza rimpianti” il commento invece di Joseph Kabila, l’ex presidente che ha governato ininterrottamente dal 2001. (Alf/ Dire) 12:58 25-01-19

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