Senegal. Cissokho (Y’en a Marre): votiamo basta corruzione!

Attivista  ‘Dire’ su elezioni Domenica: lavoro non ‘Smart City’

(DIRE) Roma, 22 Feb. – “Si sono presi le terre senza dare ai contadini alcun risarcimento; ci sono rimasti lo stadio e il Radisson Hotel: brillano nella notte, ma non abbiamo i soldi per andarci”. A parlare con l’agenzia ‘Dire’ e’ Mouhamed Moriba Cissokho, dirigente di Y’en A Marre, movimento di giovani, rapper e giornalisti del Senegal. L’intervista si tiene a pochi giorni delle elezioni di domenica, che potrebbero vedere la conferma di Macky Sall, il presidente che ha ordinato l’esproprio delle terre proclamandole “domaine nationale”. Al loro posto, a 40 chilometri da Dakar, sulla via del nuovo aeroporto Blaise Diagne, accanto a un’autostrada a pedaggio a quattro corsie, sta sorgendo la “smart city” Diamniadio. Brilla davvero nella notte la Dakar Arena, stadio-gioiello che nel 2022 ospitera’ le prime Olimpiadi d’Africa. Con i parasole multicolore disegnati dalle archistar turche Kerem e Begum Yazgan, illumina i cantieri del business center, degli alberghi e di una nuova universita’. “Il problema qui resta il lavoro” dice Cissokho, 28 anni, laureato nel vecchio ateneo di Dakar, quello intitolato a Cheikh Anta Diop. L’attivista e’ originario proprio di Diamniadio, il villaggio vecchio, dove il piano di sviluppo SenegalEmergent ha portato via le terre ai contadini. “Bene la nuova universita’ ma poi cosa faranno i ragazzi?” chiede Cissokho. La ‘Dire’ lo ha incontrato la prima volta in Senegal pochi mesi fa, insieme con altri esponenti di Y’en A Marre, un’espressione che in italiano significa “siamo stufi” e che nel 2012 si tradusse nelle manifestazioni di protesta in piazza e nella sconfitta elettorale dell’allora presidente Abdoulaye Wade. La tesi degli attivisti e’ che i cantieri aperti, compresi quelli della ferrovia ad alta velocita’ che colleghera’ il centro di Dakar al Blaise Diagne, siano stati l’occasione per arricchire imprese e dirigenti “amici” del governo. E’ pero’ un fatto che il presidente, dopo le condanne giudiziarie e l’invalidamento delle candidature dei rivali Khalifa Sall e Karim Wade, potrebbe farcela. Domenica saranno chiamati a decidere sei milioni e 600mila aventi diritto, in un Paese dove l’eta’ media e’ di 19 anni. Non tutti hanno potuto percorrere la nuova autostrada a pedaggio, fiore all’occhiello di Senegal Emergent. A Diamniadio, grazie anche ai prestiti internazionali, ora si distinguono quattro sezioni: i ministeri, la “citta’ della conoscenza” con l’Universite’ Amadou Mahtar, il parco industriale gia’ punteggiato di insegne cinesi e la “smart city” con gli appartamenti di lusso. La spesa? “Oltre due miliardi di dollari” accusa Cissokho. “C’e’ tanta corruzione, che spinge ancora ragazzi sulla via della Libia o del Marocco, fino al mare”. (Vig/Dire) 12:58 22-02-19

Recommended For You

About the Author: Redazione ilMetropolitano