Trasporti. Federauto: Giù immatricolazioni, ecotassa crea tensione

Su un mercato che già non naviga in acque tranquille

(DIRE) 1 Mar. – Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, il mese di febbraio chiude con un immatricolato di 177.825 autovetture, in calo del -2,4% rispetto alle 182.228 del Febbraio dello scorso anno. Il primo bimestre dell’anno archivia una flessione del -4,9%, con 343.010 unita’ vendute contro le 360.553 dello stesso periodo 2018. “Nonostante il risultato di febbraio sconti gli anticipi di immatricolazione dovuti all’ecotassa in vigore da oggi, prosegue, come previsto, la contrazione del mercato dell’auto e lo scenario dei prossimi mesi non lascia ben sperare”, dice Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto. “Andare a tassare le vendite di veicoli nuovi che soddisfano le piu’ rigorose normative sulle emissioni, sulla base tra l’altro di un climalterante e non di un inquinante, quale e’ la CO2, e’ inadeguato- prosegue De Stefani Cosentino- L’introduzione dell’ecotassa e dell’ecobonus, di cui solo nella tarda serata di ieri abbiamo ricevuto i primi chiarimenti operativi dal ministero dello Sviluppo Economico e dall’Agenzia delle Entrate, non risolve certamente il problema dell’aria malsana delle nostre citta’ e non contribuisce allo svecchiamento del parco circolante, mentre crea pericolose tensioni su un mercato che gia’ non naviga in acque tranquille”. “L’ecobonus sui veicoli piu’ ecologici che emettono fino a 70 g/km di CO2, tra l’altro, avra’ un impatto modestissimo, non solo perche’ ancora non e’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che da’ avvio alla misura ma per il fatto che le risorse, secondo le bozze circolate, saranno contingentate su finestre temporali. L’effetto netto del bonus/malus sara’ un aumento della pressione fiscale sull’automotive”, prosegue Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto. “In nome di un ‘falso ambientalismo’- conclude De Stefani- si penalizzano imprese, automobilisti e si mettono a rischio migliaia di posti di lavoro: la transazione tecnologica verso una mobilita’ a basso e zero impatto ambientale va accompagnata gradualmente senza brusche accelerazioni politiche. Invitiamo il Governo a riflettere accuratamente sulle decisioni adottate e a porre in essere atteggiamenti positivi nei confronti dell’automotive, altrimenti il rischio vero e’ di perdere un pezzo importante della nostra economia! La scelta e’ strategica e non puo’ essere rinviata”. (Com/Ran/Dire) 18:16 01-03-19

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