Centrafrica. Banchi nuovi per il college De Sainte Therese

Mons. Perin (Mbaiki): Grazie Italia, nessuno è un’isola

(DIRE) Mbaiki (Repubblica Centrafricana), 12 Mar. – “Serve una legge che obblighi i ragazzi a studiare in Centrafrica almeno fino alla maturita’, senza andare all’estero, in Francia o in Europa, come accade per i figli di chi ha soldi: solo cosi’ ci sarebbe un impegno serio per la scuola”. Monsignor Rino Perin, da 20 anni vescovo di Mbaiki, parla dopo l’alzabandiera degli alunni del College de Sainte Therese de l’enfant Jesus. Missionario comboniano, originario di Pinerolo, e’ un punto di riferimento per le comunita’ della Lobaye, regione di diamanti e miseria al confine con il Camerun. La scuola della diocesi, parificata ma considerata un’eccellenza, accoglie ogni giorno 124 studenti di eta’ compresa tra i 12 e i 16 anni. “Nessuno di noi e’ un’isola” dice monsignor Perin ai ragazzi, al fianco dei delegati dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) che oggi hanno consegnato banchi, armadi e cattedre: “Ognuno ha bisogno dell’altro, non siamo uguali ma possiamo essere complementari”. Di legami testimoniano le donazioni giunte al College attraverso l’8 per mille della Chiesa italiana e in particolare dall’area di Como, grazie all’ong Amici per il Centrafrica. Ogni aula ha il suo cartello, con il simbolo, il nome o il ricordo del donatore. Segno di una cura che non e’ venuta meno negli anni piu’ difficili per il Centrafrica, ostaggio di un conflitto civile non ancora concluso, con gruppi armati che controllano la maggior parte del territorio. “Qui nella Lobaye ci sono soprattutto gli Anti-balaka” spiega monsignor Perin, in riferimento alle cosiddette milizie cristiane. Le stesse che, nel momento forse piu’ difficile, nel 2013, il vescovo aveva ammonito a restare ad almeno 30 chilometri dalla cattedrale. “I ribelli della Seleka avevano preso la capitale Bangui e stavano arrivando” ricorda monsignor Perin. “Uomini armati di kalashnikov, machete e granate si sono fermati due volte davanti alla cattedrale a bordo dei loro pick-up, ma non sono entrati”. Caduto il governo della Seleka, un’alleanza nata nelle regioni del nord a maggioranza musulmana, il Centrafrica e’ rimasto diviso in zone d’influenza e ostaggio di vecchie abitudini. Come quella, denuncia il vescovo, per la quale “chi ha soldi manda i ragazzi a studiare all’estero”. Ecco allora la proposta, “radicale”, secondo monsignor Perin: una legge che impegni lo Stato “almeno fino alla maturita’”, puntando sulla “formazione degli insegnanti”. (Vig/ Dire) 12:00 12-03-19

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