Gioia Tauro (RC), arrestate 3 donne per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia

Martedì scorso, i Carabinieri della Tenenza di Rosarno, in ottemperanza ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno rintracciato e tratto in arresto C.M., 43enne, O. J., 36enne e D.T., 63enne, tutte condannate poiché riconosciute colpevoli, in concorso, dei reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante del metodo mafioso, in relazione a fatti commessi tra il 2005 ed il 2006 a Rosarno in danno della testimone di giustizia G. M. I provvedimenti a carico delle tre donne – le prime due cognate e la terza suocera della testimone – giungono all’esito dell’iter processuale instauratosi a seguito delle indagini, avviate nel mese di ottobre 2006, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, e confluite nell’operazione di polizia denominata “MAUSER” che aveva permesso di intercettare e disarticolare un’associazione criminale finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti da parte di esponenti della famiglia C. di Rosarno e di accertare plurime condotte vessatorie commesse ai danni di G. M. da parte dei familiari di suo marito, il defunto C. A.. In particolare, le attività investigative avevano consentito, tra l’altro, di far luce su un contesto familiare di violenze nell’ambito del quale le odierne arrestate, in concorso tra loro, nel periodo compreso tra il 30 novembre 2005 – data del suicidio di C.A. – ed il mese di ottobre 2006, con violenza e ripetute minacce, avevano compiuto atti di maltrattamenti nei confronti della M. attribuendole la responsabilità del suicidio del marito, sottoponendola ad una serie di vessazioni morali, impedendole di uscire liberamente da casa senza la loro presenza e di esercitare poteri gestori sui figli minori, il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi del metodo mafioso. Le arrestate sono state tradotte presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria – “Panzera” a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Comunicato Stampa –  Carabinieri

Recommended For You

About the Author: PrM 1