Saldi estivi 2019: Confesercenti, vendite di fine stagione oggi al via in tutta Italia. Interesse top: 14,6 milioni di italiani a caccia dell’affare, spesa media 270 euro a famiglia

Le botteghe fisiche battono l’online, ma crescono i furbetti del camerino: il 69% di chi compra sul web ammette di provare prima in un negozio. Manzoni: “Nei negozi assortimento record dopo primavera difficile. Ma troppi sconti fuori legge: i pre-saldi irregolari valgono oltre 600 milioni di euro, coinvolto 1 cliente su 4”

L’estate parte nel segno dello sconto. Si apre oggi il primo fine settimana dei saldi estivi 2019, da questa mattina al via ufficialmente in tutte le regioni italiane dopo l’anticipo di Campania, Basilicata e Sicilia, dove le vendite di fine stagione sono iniziate tra il 29 Giugno ed il 2 Luglio. Quest’anno i saldi estivi raccolgono un interesse record: oltre 14,6 milioni di italiani – il 33% dei consumatori maggiorenni – ha infatti già deciso di approfittare dell’occasione per una spesa media di 270 euro a famiglia, circa 104 euro in media a persona: molti sono acquisti rimandati da questa primavera. Ma il giro d’affari complessivo potrebbe salire rapidamente: c’è infatti anche un 49% di nostri concittadini che non ha già deciso di acquistare, ma si farà comunque un giro tra le vetrine per vedere se ci sono offerte interessanti.

È quanto emerge dal consueto sondaggio sulle vendite di fine stagione estive condotto da SWG per Confesercenti su un campione di consumatori residenti in Italia.  I clienti si concentreranno soprattutto nei primi giorni dei saldi: il 53% prevede di comprare nella prima settimana. In particolare, in questo primo fine settimana di luglio si attendono circa 2,5 milioni di clienti. Si cercheranno soprattutto calzature, indicate dal 52%. Seguono, nella classifica dei prodotti più desiderati, maglie e magliette (46%), pantaloni e gonne (34%), vestiti estivi femminili (32%) e camicie (28%). Il 16%, invece, cercherà costumi da bagno, parei e altri articoli ‘da mare’, mentre un 12% è alla ricerca di vestiti estivi da uomo. L’11% vuole invece accessori, cinture, cappelli e foulard.

La priorità, quest’anno, è chiaramente il prezzo: il 39% degli intervistati, infatti, dichiara di voler approfittare dei saldi per ‘risparmiare il più possibile’, una quota in decisa ascesa rispetto al 31% rilevato la scorsa estate. Resiste, comunque, un 54% di clienti che cerca la qualità, e userà le vendite di fine stagione per portarsi a casa un capo di qualità ad un prezzo accessibile. I saldi si confermano un evento ancora largamente ‘off-line’: la maggior parte assoluta dei clienti – il 67% – si servirà infatti di un negozio fisico per i suoi acquisti, mentre si rivolgerà all’online solo il 10%, mentre il 23% è ancora indeciso. Crescono, però, i furbetti del camerino. Il 69% di chi acquista sul web ammette infatti di provare i vestiti nei negozi reali, per poi comprare online: il 17% lo fa sempre, il 52% a seconda del prodotto.

A pesare sui negozi è però soprattutto la concorrenza sleale di chi pratica saldi illegali, in anticipo sui tempi stabiliti e fuori dalle regole previste per le vendite di fine stagione. Il 26% dei consumatori – oltre uno su quattro – ammette di essere stato contattato personalmente per offerte legate a pre-saldi irregolari che, secondo le stime di Confesercenti, valgono ormai quasi 600 milioni di vendite.

“Le famiglie italiane cercano di risparmiare, ed i saldi estivi sono l’occasione ideale, visto anche l’assortimento record presente nei negozi dopo una primavera difficile per le vendite, frenate dall’incertezza dei consumatori e da un meteo pazzo”, spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo Confesercenti. “Ma serve intervenire sulla babele dei finti saldi. La situazione è ormai fuori controllo: le vendite di fine stagione irregolari dilagano, una forma di concorrenza sleale che non danneggia solo le imprese che seguono la normativa, ma anche i clienti. Si tratta infatti di eventi completamente fuori legge, che non rispettano neanche le regole su scontistica e trasparenza. Bisogna mettere un freno a questa deriva: servono più controlli”.

c.s. – Confesercenti

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