Imprese. Ice: Export cresce, Di Maio: Più lavoro per l’Italia

                      “Stime ci incoraggiano, ce la mettiamo tutta a mantenere un trend”

(DIRE) 23 Lug. – “I risultati relativi all’export ci incoraggiano e speriamo di mantenere questo trend. Ce la metteremo tutta”. Cosi’ il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio intervenendo a Napoli alla presentazione del rapporto Ice sul commercio estero. Dai dati forniti da Carlo Maria Ferro, presidente di Ice, risulta che, secondo dati Istat, la crescita del’export italiana nei primi mesi del 2019 “e’ stimata del 4 per cento sull’analogo dell’anno precedente. In questo contesto, le sfide per il nostro Paese sono molteplici – ha detto Ferro – e il focus va centrato su tre sfide decisive: digitalizzazione, sostenibilita’ e giovani”. “Stiamo portando piu’ Made in Italy nel mondo, piu’ cose belle e ben fatte nel mondo, e lo facciamo a ritmo record. Lo scorso anno – questo il commento di Di Maio – abbiamo avuto il record di sempre dell’export. Quest’anno forse andiamo sopra il piu’ 4 per cento, con un maggio che ha segnato +8%. Questo significa piu’ lavoro in Italia, perche’ il Made in Italy si deve fare in Italia, e piu’ esportazioni nel mondo, che e’ una bellissima pubblicita’ per tutta l’Italia”. In questo ambito, anche il Sud “e’ cruciale – ha aggiunto Di Maio -. Abbiamo eccellenze enogastronomiche da spingere ma la piu’ grande risorsa di un territorio come il Sud sono i giovani che hanno idee innovate. Cominceremo a finanziarle da settembre con il fondo italiano per l’innovazione che vale due miliardi”. Durante la presentazione del rapporto, si e’ parlato anche dei rischi connessi a un eventuale calo delle esportazioni verso il Regno Unito dopo la Brexit, anche alla luce dell’annuncio del nuovo leader conservatore Boris Johnson di volerla attuare entro ottobre. “Le imprese esportatrici italiani sono poco dipendenti dal mercato inglese”, ha assicurato il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. Per Michele Geraci, sottosegretario al Mise, bisogna consolidare le esportazioni in Paesi come “Usa, Francia, Germania, Uk e altri Paesi europei, i cosiddetti mercati tradizionali” ma anche in “Paesi satellite dalle grandissime potenzialita’ di crescita come India, Cina, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Indonesia e, in generale, il Sud-Est asiatico, Birmania compresa”. (Nac/Dire) 18:53 23-07-19

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