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    Le evocazioni dell’ “ Aspro Monte ”. Presentato a Palizzi Marina il libro fotografico di Michele Furci e Carlo Panza

    agosto 30th, 2015

    Lo scatto di una macchina fotografica che non descrive ma ricerca trame di vita passate e presenti, scorge forme e ombre, le incastona nella roccia per evocare emozioni e ricordi.Aspro Monte Ecco l’impronta del libro fotografico autoprodotto di Michele Furci, reggino, e Carlo Panza, viterbese, dal titolo “ Aspro Monte ”. Il volume si pregia della prefazione del gallerista Carlo Gallerati ed è interamente ambientato nel massiccio montuoso che attraversa la provincia calabrese di Reggio. Grazie all’opera e all’ispirazione di Furci e Panza, gli scorci naturalistici fotografati si scoprono anche luoghi dell’anima, da esplorare con il cuore prima che con gli occhi. Il volume è stato presentato da Michele Furci, con l’ausilio di diapositive, tra le cime argillose dei calanchi del villaggio Baia dei Gelsomini di Palizzi Marina. Esso sarà premiato il 19 settembre nell’ambito dell‘11ª edizione del premio “Crediamo ai tuoi occhi”, promosso dal Centro Italiano della Fotografia d’Autore, nella sezione Autoedizione. La cerimonia avrà luogo a Bibbiena in provincia di Arezzo presso la sede del Centro che fino al 19 novembre ospiterà anche una mostra parziale delle foto. Secondo ex aequo con altri cinque lavori, il volume è stato selezionato tra trentaquattro lavori presentati da quaranta autori.  Si tratta – ha spiegato Michele Furci – di un lavoro che non ha alcuna pretesa documentativa o descrittiva ma si pone, nel panorama squisitamente fotografico, con una sua impronta puramente evocativa”. Si spiega così la scelta di non inserire le didascalie e di non indicare mai i luoghi, che pure hanno un nome, una storia e un’identità. Solo alcuni pensieri, poche parole trovano spazio come gocce di una sorgente quieta che irriga il terreno della memoria dell’anima. Due sono solo le figure umane che irrompono tra le montagne, le strade acciottolate, le fiumare, le chiese e le case e sono due volti familiari colti dall’obiettivo per carpire un’essenza e proporla senza pretesa alcuna. In realtà nessuna foto è, tuttavia, priva del richiamo alla vita che abita quei luoghi. Quello proposto è un viaggio profondamente interiore. Il formato è quadrato con foto in bianco e nero che conquistano lo sguardo e hanno il talento di riempire totalmente gli occhi di chi, sfogliandole, ha il privilegio di osservare panorami rocciosi e sconfinati in cui la natura resiste, di scoprire angoli di un territorio carico di fascino e di mistero come di oscurità e di abbandono, di scorgere spiragli attraverso cui passa ostinata una luce.