04242014Headline:

    IL PORTO SENZA GIOIA, di Aldo Libri

    aprile 24th, 2014

    Solitamente, quando si incontra un autore, la prima domanda che esce fuori è “Come mai hai pensato di scrivere questo libro?”. Dopo aver letto “Il porto senza Gioia ” avevo già la risposta a questa domanda !!

    Aldo Libri mette tutte le sue emozioni e tutto il suo rammarico in questo libro, raccontando gli anni difficili in cui nasce l’idea stessa di “porto di Gioia Tauro” e lo fa non da sindacalista ma da uomo, uomo che spera – come molti – che questo porto rappresenti la rinascita della piana e della Calabria tutta. Ed è proprio questa sua speranza che lo porta a combattere contro quella realtà che alcuni di noi conoscono per sentito dire, mentre altri, purtroppo, per il fatto di viverla. Dalle prime righe si capisce subito che non si tratta di un diario, di un “qui racconto cosa ho fatto”, ma del aldo_librivissuto dell’autore, un uomo e un sindacalista che mette su carta tutti i suoi timori, le vittorie, le gioie, le sconfitte e i suoi “bruciori di stomaco”, una tempesta di stati d’animo affrontati mentre lavorava in una zona definita – allora ed anche oggi – difficile: La piana di Gioia Tauro, troppo spesso scenario di vicende poco positive. Ma lui, Aldo, insieme ad altri uomini “puliti” come lui, che siano sindaci o semplici amici, riesce ad imporsi in un sistema dove per cattiva consuetudine – anche da parte di chi critica il sistema – ci si ritrova a chiedere favori al “compare di turno”. L’autore racconta i preparativi per la costruzione del porto di Gioia Tauro, porto che avrebbe dovuto dare GIOIA ad una realtà difficile ed essere un trampolino di lancio per una Calabria che vedeva, allora come oggi, andare via i propri giovani per cercare lavoro. Il libro racconta le vicende di uomini che si sono schierati apertamente contro le raccomandazioni, che hanno subito minacce, ma mai hanno mollato. L’autore definisce il porto di Gioia Tauro “IL PORTO SENZA GIOIA” perché rivedendolo ora, dopo tutti gli sforzi fatti da lui e dai suoi amici/colleghi, lo vede morto, in perenne attesa di fare quello per cui era stato creato.

    Ma questo porto senza gioia ha anche qualche piccolo merito: riportando in Calabria, ai tempi della sua costruzione, la ditta dove lavorava mio padre, ha regalato un po’ di GIOIA a me bambina (e allora ignara di tante cose) riportando a casa papà…