Fini promuove Futuro e Libertà per l’Italia - Ilmetropolitano.it

Fini promuove Futuro e Libertà per l’Italia

Non si tratta di un partito classico, ma di un movimento d’opinione organizzato, con un’identità altrettanto nuova e giovane. Non un “partitino” nel quale ripetere gli stessi errori di Alleanza Nazionale. Non una sua riedizione. E no alla logica dei colonnelli. Gianfranco Fini il 5 ottobre scorso ha lanciato così il neonato Futuro e Libertà per l’Italia, nato dalla scissione dal Pdl. Il presidente della Camera ha anche affermato che «non si tratterà di una An in piccolo, ma di un Pdl in grande» Concetti su cui ha insistito anche il capogruppo di Fli alla Camera Italo Bocchino. Si tratta dell’ennesima nascita di un nuovo partito, un’ulteriore prova del fallimento dell’originario progetto bipolare che avrebbe dovuto alternare alla guida del governo esclusivamente due partiti, così come avviene nella maggioranza dei paesi democratici. Fini, dunque, punta il dito contro Silvio Berlusconi. La rottura tra il presidente della Camera e il presidente del Consiglio dei Ministri risale al 29 luglio scorso quando fu lo stesso Berlusconi ad affermare che i comportamenti dell’ex leader di An sono incompatibili con i valori del Pdl. Secondo il presidente della Camera però, il Pdl non esisterebbe più; e a chi, come Di Pietro, chiede di non allearsi più in futuro con il Cavaliere, per non commettere gli stessi errori del passato, Fini risponde che non c’è pericolo che Fli possa far nuovamente parte di “ciò che non esiste”. Un Pdl la cui nascita non è stata mai accolta con entusiasmo dallo stesso Fini molto probabilmente: troppi i punti non in comune e non condivisi. La Lega. Il federalismo. La legge elettorale. Chiara, da parte dei finiani, la volontà di non appiattirsi sulla Lega su molte questioni soprattutto in materia di federalismo: «L’inesistente identità padana non può essere la base del federalismo – ha dichiarato nei giorni scorsi Fini -, l’attuale legge elettorale andrebbe cambiata entro questa legislatura». Numerosi politici credono in questo nuovo progetto finiano, ma non si ha la certezza del suo valore alla prova elettorale: secondo Berlusconi siamo sotto il 4%. Per il momento hanno aderito al nuovo progetto 35 deputati e 10 senatori; tutti di provenienza pidiellina, si auspicano di arrivare al voto prima possibile. «Bisogna tenersi pronti a eventuali sorprese – recita Fini -, il voto non è da escludere». I prossimi incontri si svolgeranno il 6 e 7 novembre nella città di Perugia in occasione della convention nazionale Generazione Italia, e a Milano, fissato per gennaio 2011. Entro queste date si confida in nuovi ingressi e adesioni al neo movimento finiano. In particolare a Perugia sarà presentato il manifesto programmatico, per poi arrivare a metà gennaio alla Assemblea Costituente di Milano che rappresenterà il vero e proprio atto di nascita del partito. Un partito dunque, tutt’altro che secondario, secondo le idee di Fini, e che non si limiterà al ruolo di “partito del Sud” ma che sfiderà la Lega Nord al Nord.

Filippo Turiano

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