Il giro del mondo in… dirigibile

Era il 2 ottobre 1872 quando – attraverso la penna di Jules Verne – Phileas Fogg partì per “il giro del mondo in 80 giorni”. Chi, almeno una volta nella vita, non ha fantasticato sulla possibilità di fare questo viaggio? Se, ancora, non avete messo da parte il gruzzolo necessario per partire o non avete il tempo per farlo, non perdete la “World Sky Race”. Ideata dall’affarista texano Don Hartsell, la “World Sky Race” sarà la prima competizione internazionale che vedrà i più moderni dirigibili affrontarsi nel giro del mondo. Stando ai programmi, il periplo partirà dal meridiano di Greenwich, a Londra, il 23 settembre del 2011 e il vincitore, presumibilmente, dovrebbe tagliare il traguardo dopo 180 giorni. Lo scopo del progetto è riportare in auge il dirigibile. Questo mezzo di trasporto ha vissuto il suo periodo d’oro negli anni ’30 del secolo scorso, giungendo al capolinea dopo il tragico incidente dell’Hindenburg – il più grande oggetto volante mai costruito – che, il 6 maggio 1937, prese fuoco causando la morte di trentasei persone. Oggi, questi “elefanti dell’aria” sono molto più sicuri che in passato: sono alimentati a elio, che a differenza dell’idrogeno non è infiammabile. Ne esistono circa una trentina e sono per lo più impiegati in gigantesche pubblicità nei cieli oppure utilizzati dalla televisione per seguire dall’alto particolari eventi. In un futuro non troppo lontano, per motivi sia economici sia ambientali, i dirigibili potrebbero essere destinati a sostituire, almeno in parte, gli altri mezzi di trasporto. Nel corso della competizione, per motivi politici, i dirigibili non potranno sorvolare i cieli di alcuni stati come Cina e Vietnam. Tuttavia, grazie all’appoggio dell’Unesco che sostiene ufficialmente il progetto, Hartsell è riuscito a rompere la reticenza di altri stati e a ottenere il permesso per il sorvolo dei cieli. I dirigibili solcheranno silenziosamente i cieli dei luoghi più belli del pianeta. “In alcune regioni del mondo i siti patrimonio dell’umanità sono un po’ trascurati. Speriamo che alcuni di essi possano trarre giovamento dell’evento”.È quanto afferma l’italiano Francesco Bandarin, vicedirettore Generale dell’Unesco per la Cultura, in un’intervista al  “Wall Street Journal”. Tra le tappe previste dalla World Sky Race: il Colosseo, il monte Fuji in Giappone, il Taj Mahal in India, le piramidi egizie, la Grande Muraglia in Cina, le Petronas Twin Towers a Kuala Lumpur, Kilauea Volcano e Diamond Head alle Hawaii, il Golden Gate Bridge di San Francisco, la Statua della Libertà e tanti altri importanti siti. Chi seguirà l’evento, trasmesso da Eurosport, rimarrà sicuramente incantato. Curiosità: La copertina del primo album dei Led Zeppelin raffigura un’immagine dell’incidente dell’Hindenburg, realizzata dall’artista George Hardie.

Adele Sergi

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