Fli sfiducia il governo con una lettera provocatoria. Bocchino richiede le dimissioni di Berlusconi

I finiani hanno pubblicato domenica una lettera sul proprio sito on-line, rivelatasi in seguito una beffa, attraverso la quale ribadivano di voler mettere fine al loro rapporto con il premier Silvio Berlusconi. Nella stessa si legge che «Generazione Italia considera conclusa negativamente l’esperienza con questo governo». E ancora: «Nella nostra alleanza c’è chi ci accusa addirittura di sovvertire lo Stato di diritto perché chiediamo una verifica, falsificando la verità e dichiarando che questo governo non sarebbe il frutto, come nel passato, di una contrattazione post elettorale bensì, sarebbe la conseguenza di un patto preventivo stipulato davanti agli elettori». La lettera, infine, si conclude così: «Lo Stato non è lei! E dopo di lei non c’è il diluvio! Onorevole Presidente, Lei non è l’uomo della provvidenza, tutt’altro!». In realtà il documento è risultato uguale a quello con cui nel 1994 Umberto Bossi e la Lega avevano sfiduciato il primo governo Berlusconi. «Abbiamo utilizzato il discorso dell’allora onorevole Bossi – spiegano i futuristi – anche per replicare alle accuse di tradimento che ci piovono addosso dal Pdl e dalla Lega Nord. Chi ha replicato al nostro scherzo con parole al vetriolo farebbe bene a pensare prima di ragliare». Immediata la replica del ministro Roberto Calderoli: «Nel ’94 la Lega non scherzò, ma fece sul serio per difendere le pensioni di tutti. Chi oggi gioca in un momento di crisi, strumentalizzando passaggi storici compiuti nell’interesse di tutti toglie ulteriori spazi al tentativo di dialogo politico in corso».

Italo Bocchino continua a non aver dubbi e insiste sulle dimissioni del premier: «Berlusconi non avrà la fiducia in Parlamento, non ha la maggioranza alla camera. Dovrebbe dimettersi prima di andare a uno scontro muscolare inutile e dannoso». Il capogruppo Fli alla Camera, inoltre, avrebbe chiesto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, se «in Parlamento esistono le condizioni per costruire un’alternativa».

Intanto Gianfranco Fini spera ancora in un nuovo governo guidato dal Cavaliere e frutto di un patto con Fli e Udc.

Filippo Turiano

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