Udc-Fli verso sfiducia, insieme con Api, Mpa e Libdem

Gli scenari politici che si materializzeranno il 14 dicembre, giorno della fiducia al governo Berlusconi,  sembrano prendere sempre più forma. Il famigerato terzo polo decide di muoversi in maniera compatta, muovendo la sfiducia al Premier con una mozione comune. La decisione è stata presa dopo il vertice di lunedì tra Fini, Rutelli e Casini, durato circa un’ora, riunione a cui poi si sono aggiunti Raffaele Lombardo (Mpa) e Ilano Tanoni (Libdem). La decisione presa dovrebbe essere ufficializzata subito dopo la riunione di Fini con i propri parlamentari, per rispetto della compagine futurista. Positivo Francesco Rutelli (Api): «C’è una convergenza ampia e solida». Molto più esplicito Rocco Buttiglione (Udc): «Credo di sì, c’è una forte convergenza di vedute politiche. Ma Fli, Api, Mpa e Libdem dovranno prima sentire i loro parlamentari, come noi dell’Udc abbiamo già fatto ieri». E intanto Italo Bocchino (Fli) conferma la riunione fissata nel pomeriggio per prendere la decisione del partito del Presidente della Camera. Dunque adesso la partita è tutta interna al movimento dei finiani ed alla contrapposizione tra i “falchi” e le “colombe”, cioè tra coloro che vogliono la rottura e coloro che puntano alla trattativa. Trattativa molto complicata, tra l’altro confermata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Per il deputato futurista Carmelo Briguglio, se il premier fosse sfiduciato, non sarebbe riproponibile come prossimo capo di un esecutivo, proprio perché non avrebbe più l’appoggio della maggioranza del parlamento e sarebbe utile che si dimettesse prima, come dalle sue dichiarazioni, in cui afferma che: « Il nome di un presidente del Consiglio contro cui sarebbe sottoscritta una mozione di sfiducia non può essere né riproposto né accettato da coloro che hanno firmato la sfiducia. Berlusconi vada al Quirinale e si dimetta prima». La manovra di accerchiamento al premier sembra che stia per avere successo, ma l’esecutivo e Berlusconi si riservano una carta nella manica: far votare la sfiducia al Senato e incassarla e poi puntare a una trattativa alla Camera con i finiani. Questa sarebbe una vittoria per i finiani, che sarebbero legittimati a diventare la tanta sospirata terza gamba del Governo Berlusconi, al pari della Lega, ma quanto potrebbe durare? Più che altro sembrerebbe la tentazione estrema di tenere in piedi il Governo alla giornata. Di fatto il Premier non si fida né di Casini, né di Fini e per ora rimane alla finestra in attesa degli eventi dei prossimi giorni. Favorevole alla mozione anche il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro: « L’Idv ribadisce che appoggerà qualsiasi partito presenti una mozione di sfiducia, purché sfiduci Berlusconi. Prima va a casa Berlusconi e prima si può costruire l’alternativa per il Paese». Dello stesso parere anche Giorgio La Malfa, deputato del Pri, eletto nel Pdl: «Firmerò e voterò la mozione di sfiducia al governo Berlusconi”, aggiungendo che: « Anche l’onorevole Paolo Guzzanti del gruppo misto voterà la sfiducia al governo». Tornando ai numeri dunque, ai 36 deputati di Futuro e Libertà escluso il Presidente Fini, si aggiungono i 35 voti dell’Udc, i 6 dell’ Api di Rutelli, i 5 del Movimento per le Autonomie di Lombardo, i 3 dei deputati di Tanoni e i 2 del Gruppo Misto che voteranno la sfiducia, arriveremmo così a un totale di 87 voti. Molti di più dei quattro gatti che si diceva fossero i finiani, prima dell’uscita dal Pdl.

Salvatore Borruto

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