Roma a ferro e fuoco dopo la fiducia

Quello che si è visto a Roma ieri non è paragonabile con nessuna delle manifestazioni messe in piazza recentemente; ieri Roma era una città sconvolta e avvolta in nuvole di fumo di lacrimogeni, tra urla e rumori di manganelli e sedie lanciate per aria. Non a caso la protesta di ieri è stata paragonata a quanto successo nel 1977, tanto per modalità, quanto per cosa era accaduto: anche allora si protestò quando il governo ottenne la fiducia dal Parlamento e, non a caso,  le manifestazioni violente seguirono gli stessi luoghi di ieri pomeriggio. Nello specifico, si sa che un corteo studentesco (preoccupato dal fatto che, se il governo avesse ottenuto la fiducia, la riforma Gelmini sarebbe passata al vaglio della Camera e quasi sicuramente divenuta legge) è partito ieri alle 10 da piazzale Aldo Moro diretti al centro della città. Intorno a mezzogiorno il corteo si è unito al gruppo dei movimenti sociali (gli organizzatori hanno detto di essere in 100.000), portando avanti lo slogan “Sfiduciare il Governo dal basso assediando i palazzi del potere”. Una volta arrivati a Piazza Venezia, il grande corteo si è spostato in zona Botteghe oscure. Lì cominciano ad essere lanciate le prime bombe-carta. Col passare delle ore ci si sposta vicino al Senato: lì iniziano gli scontri veri e propri con la Polizia, partono fumogeni, palloncini pieni di vernice. Vengono spaccate vetrine dei negozi, qualche studente vi entra per chiedere scusa di quanto accaduto. La situazione è evidentemente sfuggita di mano, continuerà ad andare a ruota libera quando gran parte dei manifestanti si sposterà verso Piazza del Popolo. La Questura non ha dubbi:  in totale, 57 feriti ed una quarantina di fermi. L’attenzione è richiamata sul gesto di un finanziere che, aggredito, prende la pistola. Forse, se la tensione sarebbe ancora di più esplosa, sarebbe anche scappato il morto. Chi scrive, ha avuto enormi difficoltà ieri ad arrivare al centro di Roma, il cui traffico è stato bloccato fino a sera, e più volte ha ricevuto telefonate di persone preoccupate alle quali arrivavano notizie di guerriglia civile. Le polemiche non hanno tardato ad arrivare: il Capogruppo al Senato del Pd Anna Finocchiaro, ha parlato della presenza di provocatori, di “infiltrati” a quella che inizialmente si era configurata come manifestazione pacifica. “Chissà pagati da chi”, ha aggiunto la Finocchiaro. Il sindaco Alemanno, che nonostante le stampelle ha fatto un sopralluogo ieri a Piazza del Popolo, ha parlato di 20 milioni di euro di danni, ed ha annunciato che il comune di Roma si costituirà parte civile per ottenere un risarcimento. Corsi e ricorsi storici, insomma, per la violenza ed, innegabilmente, per l’attuale situazione politica italiana.

Elisa Gerardis

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