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L’Estonia entra nell’Unione Europea

Il 1 Gennaio 2011 l’Estonia è diventato il 17° paese dell’Unione Europea a potere adottare l’Euro, la moneta unica europea. Diventano, così, circa 330 milioni gli europei che usano l’Euro. L’Estonia è una repubblica “giovane”. Fino ad una ventina di anni fa faceva parte dell’Unione Sovietica, di cui ha anticipato il crollo, autoproclamandosi indipendente nell’Agosto del 1991. E’ stata ammessa nell’Unione Europea nel Maggio del 2004. E’ uno Stato piccolino, poco più di 45.000 kmq., abitato da circa 1,5 milioni di abitanti. Quando si parla dell’Estonia, si usa sempre l’espressione “repubblica baltica”: deriva dal fatto che questo Stato si trova nel Nord dell’Europa, al confine con la Russia, con affaccio sul Mare Baltico, ad Oriente della Scandinavia. La sua posizione geografica è particolarmente strategica per il commercio. Il Rapporto Congiunto Istituto per il Commercio con l’Estero/Ministero per gli Affari Esteri per il 1^ semestre 2010 mette in evidenza che l’Estonia … “ha saputo completare efficacemente la transizione verso l’economia di mercato nel quadro dell’Unione Europea, di cui è membro dal 2004”. E, più avanti, vengono messi in evidenza i dati statistici macroeconomici relativi al Paese baltico. Verifichiamo, innanzitutto, i criteri di convergenza, di cui abbiamo finito di interessarci proprio la scorsa settimana. Il rapporto Deficit/PIL in Estonia viaggia intorno al 2 – 3 %: nel 2008 è stato pari a – 2,8 %, nel 2009,  – 1,7 %, nel 2010, – 2,6 %. Il rapporto Debito Pubblico/PIL è sotto il 10 %: era pari al 4,6 % nel 2008, 7,2 % nel 2009 e 8,4 % nel 2010. (Ricordiamoci che il valore per l’Italia, nel 2010, è stato di 115,8 %: che invidia!). Quindi, questi due valori statistici ci comunicano di un Paese a posto dal punto di vista finanziario. Il terzo parametro riguarda il tasso di disoccupazione, e qui bisogna dire che l’Estonia presenta un valore abbastanza elevato nel 2010, quando le statistiche hanno misurato un 13,5 %; non era molto diverso il 2009 con un 13,8 %; nel 2008, invece, il tasso di disoccupazione era stato appena del 5,5 %. Per quanto riguarda, invece, il tasso di inflazione, il valore del 2010 è stato pari a 2,4 %, ma quello del 2008 era del 10, 4 % e quello del 2009 addirittura un dato negativo (deflazione, ossia diminuzione del livello generale dei prezzi, caso abbastanza raro) dello 0,1 %. Questi due parametri macroeconomici così altalenanti e negativi sono determinati dalla crisi economica del 2008, che ha determinato sensibili scossoni all’economia estone. Ma le previsioni sono positive. Scrive ancora il Rapporto Congiunto ICE/MAE 1^ sem. 2010 : “Nell’orizzonte previsivo si rafforzano le speranze di una ripresa dell’attività economica nel corso dell’anno grazie principalmente allo stimolo impresso dalla domanda estera sull’economia e ai positivi effetti dell’adozione dell’euro sulla fiducia dei consumatori e degli operatori economici e su commercio e IDE (Investimenti Diretti Esteri)”.

Prof. Giuseppe Cantarella

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