Trafugata la bara di Mike Bongiorno

La salma del noto conduttore televisivo Mike Bongiorno, deceduto nel settembre 2009, è stata trafugata nella notte tra lunedì e martedì dal piccolo cimitero di Dagnente, una frazione collinare di Arona (Novara), sul lago Maggiore. Proprio ad Arona sorge la villa oggi di proprietà della moglie Daniela Zuccoli, dove Mike amava trascorrere le vacanze e riunire la famiglia in occasione di cerimonie importanti come battesimi o matrimoni; per questo Mike Bongiorno aveva chiesto di essere sepolto presso il piccolo cimitero di Dagnente. La sua lapide è stata rotta presumibilmente da quattro persone che poi hanno prelevato la bara portandola via dal retro del cimitero dove sarebbe stata caricata su un mezzo. Ad accorgersi del furto è stato un pensionato del luogo che, come di consueto, alle 10.30 della mattina era andato a far visita alla moglie, sepolta nello stesso cimitero in cui riposava Mike. Ci sarebbe persino un testimone che avrebbe dichiarato di aver visto una Fiat Punto ferma con le luci accese sulla strada che porta al camposanto verso le 3.30 di notte. A Dagnente sono arrivati i Ris dei Carabinieri che per tutta la giornata di martedì hanno lavorato all’interno e all’esterno del cimitero. I Carabinieri di Arona e del comando provinciale di Novara che indagano sul macabro furto per il momento non formulano alcuna ipotesi. Ma la pista più accreditata pare quella della richiesta di riscatto. Non si esclude, tuttavia, il semplice furto compiuto da qualche maniaco che vuole riservarsi quel che resta del povero Mike.

Le reazioni alla notizia del furto della salma di Mike Bongiorno sono presto arrivate, innanzi tutto dalla famiglia: «Sgomenti e increduli» i figli dell’ex conduttore che ha fatto la storia della televisione italiana. Tra i primi a parlare anche don Mauro Pozzi, il prete che aveva concelebrato i funerali del presentatore nel duomo di Milano: «È un gesto orribile, che rivela enorme cinismo e un decadimento dei valori. Chi può avere compiuto un’azione così orribile? Proprio non saprei, spero comunque che si ravvedano e che restituiscano la salma ai loro cari». Diversi, inoltre, i commenti sulla vicenda giunti dal mondo dello spettacolo. Particolarmente colpito per l’accaduto lo showman Fiorello: «Non ho parole per commentare un atto così vile».

La vicenda di Bongiorno ricalca in modo inquietante un caso molto simile, accaduto a pochi chilometri da Arona: a Meina, dieci anni fa, fu trafugata la salma dell’ex presidente di Mediobanca Enrico Cuccia, poi ritrovata dopo qualche settimana in una legnaia di una borgata di montagna in Valle di Susa, a quasi 200 chilometri dal lago Maggiore. Ma nel caso di Mike Bongiorno, secondo i Ris, si tratterebbe di gente esperta, a differenza della coppia di dilettanti, intercettati e condannati, che avevano sequestrato la bara del Cuccia. Questi spiacevoli episodi fanno certamente riflettere sul fatto che oggigiorno non esiste più il rispetto neppure per i defunti.

Filippo Turiano

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