Ultimi studi sull’AIDS

Una generazione libera dall’AIDS è possibile, ma la comunità internazionale deve aumentare gli interventi per fornire accesso universale alla prevenzione, ai trattamenti e alla protezione sociale per l’HIV, lo afferma il rapporto “Bambini e AIDS: quinto rapporto di aggiornamento” lanciato il 30 novembre a New York, realizzato congiuntamente da UNICEF, OMS, UNFPA, UNESCO e UNAIDS. Il raggiungimento di questo obiettivo, però dipende da quanto si riuscirà a raggiungere i membri più marginalizzati della società.  In generale i bambini hanno beneficiato enormemente degli importanti progressi compiuti nella lotta all’AIDS, ma ancora ci sono milioni di donne e bambini che sono rimasti esclusi da questi benefici a causa delle ineguaglianze dovute alle differenze di genere, alla condizione economica, alla dislocazione geografica, ai livelli di istruzione e allo status sociale. Il superamento di queste barriere è cruciale per raggiungere l’accesso universale alla conoscenza, cure, protezione e prevenzione della trasmissione da madre a figlio (PMTCT) dell’HIV per tutte le donne e i bambini.  L’OMS ha pubblicato anche nuove linee guida per il trattamento con antiretrovirali di neonati e bambini, aprendo la strada a molti più bambini sieropositivi per accedere tempestivamente alle cure antiretrovirali. Nei paesi a basso e medio reddito, il numero dei bambini sotto i 15 anni che ricevevano i trattamenti è salito da 275.300 nel 2008 a 356.400 nel 2009. questo significa che il 20% del 1, 27 milioni di bambini che ne hanno bisogno sta ricevendo i farmaci antiretrovirali. I neonati sono particolarmente vulnerabili agli effetti dell’HIV per questo si è resa urgente una campagna globale per la diagnosi tempestiva tra i neonati. La disponibilità dei servizi per la diagnosi tempestiva è cresciuta significativamente in molti paesi, mentre a livello globale rimane ancora bassa (circa il 6% nel 2009). Senza le cure circa la metà dei bambini sieropositivi muore prima del secondo anno di età.  In molte parti del mondo i nuovi contagi da HIV stanno diminuendo o stabilizzandosi. Nel 2001 circa 5, 7 milioni di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni erano sieropositivi. Nel 2009 il numero si è ridotto a 5 milioni. Tuttavia in nove paesi, tutti in Africa meridionale, circa 1 su 20 giovani è sieropositivo. Le giovani donne ancora portano sulle proprie spalle il peso maggiore dei contagi e in molti paesi le donne corrono il rischio di contagio più alto prima dei 25 anni. A livello mondiale oltre il 60% di tutti i giovani sieropositivi sono donne. In Africa Sub-sahariana tale percentuale raggiunge il 70%.

Giuseppe Dattola

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