Qualunquemente: tante risate ed altrettante critiche - Ilmetropolitano.it

Qualunquemente: tante risate ed altrettante critiche

Non c’è dubbio su chi ha sbancato i botteghini cinematografici quest’ultima settimana: con 5 milioni di spettatori solo nello scorso week-end Antonio Albanese conquista il pubblico con le esilaranti vicende politiche di Cetto La Qualunque, candidato a sindaco di un paesino calabrese che incarna tutti gli aspetti di una politica corrotta e sleale. Il tutto raccontato in chiave amaramente comica: è un film “crudele”, lo spettatore ride per non piangere davanti ad una realtà che a volte supera la fantasia filmica.

Contrastanti le reazioni del pubblico, in particolare, del pubblico calabrese. Come spesso accade di fronte alle risate con un retrogusto amaro, c’è chi si lascia trascinare dalla più pura ilarità, considerando quanto vede come reale ma appartenente a realtà limitate, e chi invece non ride e critica un’immagine della Calabria e degli italiani in generale assolutamente distorta ed esasperata. In entrambe i casi, una domanda sorge spontanea: siamo davvero così? È così che appariamo agli occhi del mondo, o più semplicemente nell’immaginario comune dell’Italia settentrionale? Lo scopo di Albanese (che aveva manifestato le sue intenzioni sin dai primi sketch di Cetto) è da sempre stato proprio questo: far riflettere, su come davvero siamo e su quanto possiamo migliorare la realtà in cui viviamo. La risposta forse è lasciata al buon senso comune di noi calabresi, tenendo sempre ben presente che l’ iperbole e l’accentuazione dei difetti sono aspetti necessari per un’ottima riuscita di questo genere di film. Uno spunto di riflessione proviene senz’altro da una frase del personaggio, ai tempi della sua apparizione al programma RAI “Vieni via con me”: “Ricordate: io sono la realtà, voi la fiction”. Nonostante tutte le possibili critiche (ed auto-critiche), Cetto fa breccia nella nostra cultura “calabra” e mediterranea. Forse è questo il segreto di così tanto successo.

Elisa Gerardis

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