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Lo squalo: il re del Mediterraneo

Continua la nostra immersione nel mare del Mediterraneo, con l’esperto Giovanni Foti, che dopo l’escursus sulla Biodiversità nello Stretto di Messina ci aiuta a capire abitudini e costituzione fisica del padrone delle acque, lo squalo. Lo squalo ha origini antichissime, era considerato inizialmente un pesce mite e tranquillo ma la sua reputazione nel corso degli anni, è cambiata radicalmente, in particolare per l’intervento mediatico che lo ha reso protagonista, basti ricordare la serie di film dal titolo “lo squalo”. Oggi però, questi predatori del mare, in particolare lo squalo bianco, hanno difficoltà a vivere ed è per questo che sono stati dichiarati una specie in pericolo di estinzione e quindi protetta; questo ci fa riflettere sul degrado in cui va avanti la terra. Di recente nel Canale di Sicilia, tratto di mare con una biodiversità marina eccezionale, è stato pescato un esemplare di squalo bianco, quindi si può credere che proprio il nostro mare sia diventato un luogo favorevole per lo sviluppo del loro ciclo vitale, dove può capitare di incontrare anche altre specie protette come la verdesca, lo squalo tigre, le balene. Tutti gli squali sono carnivori, si cibano di pesci e animali marini nella maggior parte dei casi ma anche di plancton. Fisicamente non hanno una grandezza standard, ma variano secondo le specie, (più di cinquecento). Il più grande in assoluto è lo squalo balena (Rhincodon typus), mentre l’esemplare più piccolo è senza dubbio lo squalo lanterna nano (Etmopterus perryi) che misura solo diciassette centimetri. Presentano il corpo affusolato, la testa appuntita ed una grande apertura delle . Lo squalo oltre a possedere la pinna dorsale ha un paio di pinne pettorali, pelviche, anale e caudale, ognuna con diverse funzionalità. Presentano uno scheletro di cartilagine gommosa, materiale totalmente diverso rispetto a una comune struttura ossea, molto più leggero. Per quanto riguarda la respirazione, avviene tramite l’estrazione dell’ossigeno dall’acqua marina per mezzo delle branchie che, diversamente dagli altri pesci, sono scoperte e poste nella parte posteriore della testa. Fondamentale per alcune specie è lo sfiatatoio, posto dietro gli occhi, cui è dovuto l’entrata dell’acqua durante il processo di respirazione. Per quanto riguarda la vita media degli squali, varia da specie a specie, orientativamente si aggira intorno ai venti, trent’anni, mentre lo spinarolo può arrivare anche a cento. Tra gli organi di senso uno dei più sviluppati è senza dubbio quello olfattivo, per mezzo del quale lo squalo riesce a percepire prede lontanissime. I sacchi nasali sono forniti al centro di lamelle o filamenti di tessuto tappezzati di recettori olfattivi, verso i quali è diretta l’acqua. Anche la vista è largamente sviluppata; l’occhio dello squalo presenta una particolarità, una membrana tapedum lucidum, che aumenta la vista e la luminosità anche nelle acque profonde. L’udito è fondamentale per la ricerca di prede a lunga distanza, si è calcolato che uno squalo riesce tramite questo organo di senso a percepire un pesce alla distanza di diversi chilometri. Un’ altra caratteristica dello squalo è la sua sensibilità a ed derivata dalla presenza di alcuni collegati ai pori del muso.

Giuseppe Foti in collaborazione con il Dottor Giovanni Foti

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