Libia. La violenta fine di un regime ultra quarantennale

Il popolo ha ormai preso il sopravvento a Bengasi. Il regime è praticamente già crollato nonostante i continui attacchi da parte dei militari contro le manifestazioni anti-regime del popolo. Il petrolio sale alle stelle e l’Italia rischia di rimanere senza gas. Il terremoto che attraversa il Medio Oriente e il Nord Africa ha già coinvolto Francia, Inghilterra e Stati Uniti. D’altronde la richiesta di democrazia e benessere che proviene dalle popolazioni del Maghreb non può certamente essere ignorata. Tuttavia l’Italia inizialmente è rimasta a guardare chiusa nel suo silenzio. Un silenzio che però non poteva durare a lungo; non a caso è stato rotto dal cauto intervento del premier Berlusconi. Ma l’iniziale miopia dei politici occidentali ha sicuramente dell’assurdo. Certamente le rivolte che hanno sconvolto per intero il Maghreb in quest’ultimo periodo hanno fatto della Libia il vero e proprio cuore delle insurrezioni popolari. Se infatti, sia in Egitto che in Tunisia, la transizione verso nuovi regimi più democratici si è avviata con la partecipazione decisiva e organizzata delle forze armate, in Libia invece il bagno di sangue appare inevitabile. Certamente questo lungo periodo di dittatura della famiglia Gheddafi ha inciso tracce profonde nell’animo dei poco più di sei milioni di abitanti che popolano questa nazione. Il loro movimento di protesta non ha di certo carattere confessionale ma è strettamente politico: si tratta di un movimento collettivo che vuole sovvertire l’ordine politico imposto sperando in una vita economica, sociale e culturale obiettivamente migliore. Tuttavia, anche se la religione musulmana non viene messa in discussione, viene contestato attraverso questi moti popolari di piazza l’uso della religione come classe politica dominante per schiacciare qualsiasi progresso civile e democratico di quei paesi. Al momento l’unica certezza resta il fatto che se il Colonnello Gheddafi riuscirà a restare in sella proseguendo la sua tirannia, che dura ormai da oltre quarant’anni, l’avrà fatto solo al prezzo di stragi orrende.

Filippo Turiano

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