Un risveglio delle coscienze per recuperare noi stessi - Ilmetropolitano.it

Un risveglio delle coscienze per recuperare noi stessi

risveglioIl 17 marzo l’Italia festeggia 150 anni dall’Unità, lo sappiamo. Dopo una estenuante “battaglia” tra nord centro e sud la decisione è stata presa. Permettetemi di dirlo: altro che unità. Gli italiani non sono uniti su nulla, purtroppo, e la festa è solo una piccola goccia nel grande mare dei problemi che soffocano questo  paese. Beh, inutile ribadire che la situazione internazionale attuale, con Egitto, Tunisia e Libia sconvolti dalle violenze, è drammatica e spaventosa e naturalmente ci coinvolge in prima persona, per la vicinanza nell’area del Mediterraneo e per gli accordi e i rapporti commerciali. Il nostro Parlamento è più diviso che mai, i problemi personali sono diventati più importanti dei bisogni di un popolo che non sa più come andare avanti. Si, sto parlando dell’Italia, il nostro bel paese. Non sembra vero e invece è così. Il decreto mille proroghe toglie i soldi al sud e favorisce il regno del carroccio,  sottrae risorse destinate ai malati terminali di tumore per darli alle quote latte. Follia pura! Il nostro premier è sereno, sorride sempre, si paragona a superman e ultimamente ha anche preso l’abitudine di concludere ogni suo intervento in conferenza stampa, ai convegni, alle riunioni di partito con la felice frase: “E adesso andiamo tutti a fare bunga bunga!”. Non vorrei deluderlo, ma credo che in questo momento non ci sia granché da divertirsi, almeno per noi umili mortali, per i super eroi forse è diverso … C’è chi stamattina si è svegliato, anzi si è alzato dopo una notte insonne, senza più un lavoro  che aveva da vent’anni e adesso non sa come fare per mantenere la famiglia. C’è chi accende la tv e invidia quelli dell’Isola dei famosi o del Grande fratello che prima ha sempre criticato, perché ridono, scherzano, non hanno problemi di nessun tipo e sono lontani da una realtà che è diventata tremendamente violenta. Continuiamo. Yara è stata ritrovata, ma non come tutti speravamo e pregavamo che succedesse. Nessuno vuole davvero credere che le due bellissime gemelline Alessia e Livia siano state uccise dal padre, è un pensiero che la mente non vuole accettare. E poi i tre stupri nella capitale e da ultimo ancora il caso Sarah Scazzi. Il caso, sì, un mistero, una tragedia familiare che dal 26 agosto è entrata volente o nolente nella vita di tutti noi. Come volente è entrato il grande fotografo Fabrizio Corona proprio sabato pomeriggio in casa Scazzi, introducendosi dalla finestra e spaventando a morte la madre di Sarah che ha chiamato subito i carabinieri. Dopo la bella trovata del calendario per il canile di Avetrana, anche un servizio fotografico da parte del paparazzo più  chiacchierato d’Italia. Lui si difende dicendo che il servizio doveva farlo per Domenica 5, che lo si accusa anche quando si occupa di cose serie. E allora perché si è introdotto dalla finestra? Bastava suonare alla porta o no? Magari prima mettendosi in contatto telefonicamente e prendendo un appuntamento, come si fa di solito. E non è vero che la signora Scazzi si sarebbe spaventata, prosegue lui, anzi, gli avrebbe offerto anche un caffè. La verità è che si specula proprio su tutto. La violenza fa audience, fa vendere i giornali di gossip, fa addirittura creare per il carnevale una nuova maschera: quella di Michele Misseri, con tanto  di corda in mano. Chissà se ce lo ritroveremo nel presepe a Natale? Probabilmente. Un calderone enorme pieno fino all’orlo. C’è dentro di tutto e si rischia di esplodere. Fermiamoci un attimo a riflettere. Stiamo andando nella direzione sbagliata ma forse siamo ancora in tempo. Dobbiamo recuperare la lucidità, la moralità, il senso di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non farci trasportare dal vento che tira ultimamente. E non sentiamoci perdenti o deboli se non stiamo dalla parte di chi si crede intoccabile, furbo, forte. Onestà, con se stessi e con gli altri. Una rispolverata al cuore e un umile consiglio. Spesso le parole sono più potenti di qualsiasi altra arma e possono far riaprire la mente e gli occhi a chi da tempo si è rassegnato a tenerli chiusi. Ascoltate “Chiamami ancora amore” di Vecchioni, quando avete un po’ di tempo libero, senza essere prevenuti. Non è pubblicità né saccenza. Solo uno stimolo per iniziare a risvegliarci.

M. Cristina Scullino

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