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Alex Zanardi tra presente e futuro

Il campione del volante ci ha parlato di F1, Kubica e miti passati

 

Alex, chi vedi favorito per il Mondiale F1 2011? I protagonisti saranno sempre gli stessi o c’è da aspettarsi qualche sorpresa?

Ritengo che le Red Bull siano ancora avvantaggiate rispetto alla concorrenza. La base tecnica è consolidata e questo è un aspetto importante, basta evolvere nella giusta direzione il progetto. La Ferrari credo sia immediatamente dietro, il lavoro di sviluppo della nuova monoposto mi sembra ben orientato. Mclaren adesso pare essere in difficoltà, ma la squadra di Woking ha la tradizione e il valore per ribaltare la situazione anche in un paio di Gp appena. E’ gente di assoluto valore.

Domanda secca: chi sono secondo te i tre migliori piloti della F1 attuale?

Nell’ordine rispondo Hamilton, Alonso e Vettel. Hamilton ha il talento di base e l’estro al massimo livello, Alonso è un grandissimo dietro lo sterzo e nello sviluppare la macchina ma in alcune situazioni si è dimostrato troppo emotivo. Vettel è fortissimo ma ancora non riesce a costruire una vittoria partendo da una situazione totalmente avversa, aspetto tipico invece di Hamilton e Alonso.

Tu hai corso in una delle epoche più belle della F1, fra gli anni’80 e ’90. Valuti migliore il trio Senna-Mansell-Prost o Hamilton-Alonso-Vettel?

Per la grandezza dei risultati mi verrebbe da dire i primi tre. Certo è che con le macchine più difficili di qualche lustro fa, il loro talento gli faceva scavare il solco rispetto agli altri. Adesso si dovrebbero misurare con le sofisticazioni elettroniche attuali e Mansell credo ne uscirebbe svantaggiato: il suo istinto tutto cuore e coraggio non poteva essere ingabbiato.

Torniamo al presente: Massa ha perso nettamente il confronto con Alonso e il suo ruolo in Ferrari pare essersi ridimensionato. Quello che viene è l’anno decisivo per lui?

Credo proprio di si. Alonso è un pilota globalmente più forte, lo ha dimostrato soprattutto nel saper gestire meglio le gomme 2010, che richiedevano grande bravura nel saperle portare in temperatura. Forse trovare nuove coperture quest’anno, le Pirelli inedite per tutti, potrà fargli recuperare terreno rispetto al compagno di squadra. Ma a parità di situazione, Massa non vale lo spagnolo.Per il 2012, credo che la Ferrari debba pensarci.

Parliamo adesso di Kubica. Cosa ti senti di dire rispetto al recupero del pilota polacco?

L’unico dato certo è che conoscendo Kubica, un ottimo pilota e un ragazzo umanamente eccezionale, col suo fisico d’atleta e la sua caparbietà, saprà ridurre i tempi di recupero il più possibile. Glielo auguro con il massimo slancio possibile, se lo merita davvero.

Raccontaci la più grande gioia sportiva della tua carriera.

Sicuramente il Gran Premio di Long Beach del’98. Ero doppiato e iniziai una rimonta furibonda, scavalcando tutti in un circuito cittadino stretto e pericoloso come Long Beach. Sentivo il pubblico quasi dentro la macchina, malgrado il rombo del motore. Quando feci l’ultimo incredibile sorpasso a Brian Hearth prima di andare a vincere, le tribune quasi vennero giù dall’emozione. Indimenticabile.

Qual è stato il personaggio che più ti ha colpito nella tua lunga carriera?

Due su tutti: Ayrton Senna e Mario Andretti. Senna per la sua irraggiungibile bravura e il suo carisma straripante che ne hanno fatto credo il più grande di sempre. Andretti per la sua capacità di correre e vincere con qualsiasi cosa avesse un motore. Ed era anche un grande personaggio nella vita, genuino e inimitabile. Unico.

I tuoi programmi per il prossimo futuro?

Sto lavorando al progetto ParaOlimpiadi Londra 2012 con la HandBike e presto avrò i primi riscontri del mio lavoro. L’automobilismo non lo considero un percorso chiuso, vorrei correre ancora, anche a un livello che non sia uguale a quello della mia ultima esperienza. Le corse restano nel sangue.

 

Francesco Romeo

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