Jean Baptiste Say

Oggi facciamo la conoscenza di Jean  Baptiste Say (1767 – 1832), che viene considerato il più illustre seguace del pensiero liberista di Adam Smith. Say, francese di Lione, aderì presto al gruppo di economisti che facevano parte della scuola di pensiero del laissez-faire , vale a dire quegli economisti che giudicavano dannoso ogni intervento del potere pubblico nel campo dell’Economia. Dobbiamo considerare, al riguardo, che i principi di liberismo economico che si diffondevano in quegli anni si coniugavano alla perfezione con gli ideali della Rivoluzione Francese, di cui il Say era un convinto sostenitore. Ed infatti, l’economista francese di cui stiamo scrivendo, contribuì al pensiero liberista realizzando, nel 1803, la sua celebre opera “Trattato di Economia Politica” in cui illustrò la legge che prese il suo nome:  l’offerta crea la propria domanda (supply creates its own demand) . Say spiega così la legge che da lui prende il nome: un produttore di beni non ha altro scopo che di vendere i beni stessi da lui realizzati, al fine di convertirli in danaro ( “ When the producer has put the finishing hand to his product, he is most anxious to sell it immediately, lest its value should diminish in his hands”) ; ed allo stesso modo, il venditore manifesta la stessa rapidità nello spendere questo danaro per l’acquisti di altri beni. Da ciò deriva che il danaro è solamente una merce rappresentativa di altre merci, cosicché – alla fine del circuito – domanda ed offerta si equivalgono. E’ evidente che si tratta di un approccio quanto mai ingenuo e semplicistico all’analisi delle transazioni economiche, segnatamente di quelle commerciali. E si tratta, anche, di una visione parziale del circuito economico: infatti, la principale confutazione alla legge di Say venne realizzata da John Maynard Keynes, economista inglese del quale scriveremo più avanti, che comunque fece notare molto semplicemente che il reddito disponibile può avere anche un’altra destinazione diversa dal consumo, vale a dire il risparmio. A causa delle sue idee, Jean Baptiste Say venne avvicinato da Napoleone Bonaparte che gli chiese di modificare alcune parti del suo Trattato per tenere conto delle esigenze dell’economia bellica. Say rifiutò, e dovette subire la condanna da parte dell’imperatore francese. Dopo la caduta di Napoleone nel 1814, Say poté fare pubblicare la seconda edizione del suo Trattato. Potè conoscere pure, in quegli anni, l’economista del quale scriveremo nel prossimo appuntamento: David Ricardo

Prof. Giuseppe Cantarella

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