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Svolta storica a Cuba

Il Congresso del partito comunista cubano ha impresso una svolta storica al paese, cambiando decisamente rotta sulle politiche economiche dell’isola assolata. Dopo anni di autarchia, aiuti sovietici e embargo americano, il fratello di Fidel, Raul Castro, ha annunciato riforme epocali: «La politica economica del partito seguirà il principio che solo il socialismo può vincere le difficoltà e preservare le conquiste della rivoluzione e che nell’aggiornamento del modello economico predominerà la pianificazione, la quale terrà conto delle tendenze di mercato». Di fatto finisce un’epoca che sembra lontana anni luce dal mondo attuale, la globalizzazione colpisce anche paesi che un tempo erano, a loro spese, socialisti fino al midollo. Comunque guardando nel merito, Raul Castro ha assicurato che: «la presenza statale resterà la forma principale nell’economia nazionale, Cuba però riconoscerà investimenti stranieri, cooperative, piccoli contadini, usufruttuari, e i lavoratori autonomi». Inoltre le riforme colpiranno il numero dei dipendenti statali, l’ampliamento dell’iniziativa privata e l’eliminazione graduale del libretto di razionalizzazione del cibo. Fino ad oggi circa 130 mila contadini hanno ricevuto le terre da coltivare, e sono state concesse 171 mila licenze per l’apertura di piccole imprese. Entro il 2015 il governo, carte alla mano, prevede che 1,8 milioni di cubani saranno impegnati nel settore privato. Staremo a vedere come la transizione cubana sarà gestita, anche se qui le analogie con i paesi dell’est non sono proprio simili. Nell’economia post sovietica le aziende statali erano dei giganti finite in mano agli oligarchi per quattro rubli. Le statali cubane sono molto più limitate e in sofferenza di quelle della Perestrojka. Inoltre il congresso del partito ha eletto il nuovo comitato centrale, di cui Raul Castro potrebbe diventare il primo segretario al posto del fratello Fidel. Di fatto Fidel ha rinunciato a qualsiasi carica all’interno del partito, dopo che nel 2006 aveva ceduto il comando al fratello, a seguito di una grave malattia. Ad annunciarlo è stato lo stesso Fidel ad un’ emittente locale. Il Leader maximo ha detto: «Raul sapeva che non avrei accettato un ruolo formale; mi ha sempre chiamato Primo segretario e Comandante in capo, funzioni che delegai quando mi ammalai gravemente. Non ho mai cercato di esercitarle, neanche quando recuperai le capacità di analizzare e scrivere. Credo di aver ricevuto sufficienti onori. Mai ho pensato di vivere così tanti anni; i nemici hanno fatto il possibile per impedirlo, hanno cercato di eliminarmi innumerevoli volte e spesso ho “collaborato” con loro».

Salvatore Borruto

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