Karl Marx

Il pensiero di Karl Marx (1818 – 1883) è allo stesso tempo economico e filosofico. La sua visione dell’economia ha, comunque, caratterizzato un’epoca, se è vero com’è vero che per quasi un secolo – il Novecento – il Mondo è stato diviso in due da un diverso modo di intendere l’economia e la società. Nella sua opera principale, “Il capitale”, Marx esprime quella che è la sua visione del lavoro, dello sviluppo capitalistico e dell’assetto sociale. Il filosofo ed economista tedesco comincia con una severa critica nei confronti della visione dominante, all’epoca, del lavoratore che viene considerato come un proletario, vale a dire come uno che vive esclusivamente del proprio lavoro (non è proprietario di niente salvo che dei propri figli, dunque della prole, dunque il proletario): pertanto il lavoratore è costretto a lavorare per potere sopravvivere. In altre parole: nella società borghese l’operaio è considerato merce; il salario è il prezzo della schiavitù; il lavoro ha valore solo in funzione del capitale; il capitale è il risultato dello sfruttamento; la miseria dell’operaio è proporzionale al suo potere produttivo e alla quantità della sua produzione; il rapporto capitale-lavoro e capitalista-operaio non può essere se non conflittuale; la società borghese è quindi scissa irrimediabilmente in due classi, quella dei capitalisti e quella dei proletari. A fronte di una tale situazione Marx non trova che un rimedio: l’abolizione della proprietà privata e l’instaurazione della dittatura del proletariato (“Only when capitalists are overthrown, private property are abolished, and communal ownership of the means of production is established by ab initial dictatorship of the proletariat can economic justice be achieved”). In Unione Sovietica, lo stato costituito nel 1922 in seguito alla rivoluzione del 1917 che aveva abbattuto la monarchia dello zar Nicola II, venne sperimentata per la prima volta la visione socio – economica di Marx. Successivamente, anche la Repubblica Popolare Cinese, proclamata da Mao Tse Tung il 1^ Ottobre del 1949, aveva adottato una politica economica di tipo marxista, che prevedeva la proprietà collettiva dei mezzi di produzione. E’ stata la Storia a determinare il fallimento dell’utopia marxista. Negli anni a cavallo fra il 1989 (quando vi fu l’abbattimento fisico del Muro di Berlino) ed il 1991 (quando venne sciolta l’Unione Sovietica) i paesi ad economia pianificata hanno cominciato questo lungo percorso, ancora in molti casi non totalmente completato, verso l’economia capitalista o di mercato. Anche la stessa Cina rimane un paese comunista ormai praticamente soltanto sulla carta, poiché la sua economia è ormai, di fatto, capitalista ed aperta al commercio internazionale.

Prof. Giuseppe Cantarella

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