Nino Ripepi (Scuola Baskey Viola)

Qualche stagione lontano dal basket ma, alla fine, Nino Ripepi è tornato nelle vesti di dirigente. Le sensazioni dopo i primi mesi di questa nuova esperienza? “Chi ha amato e ama il basket come me non può fare a meno di viverlo indifferentemente dalle vesti che ricopre, ed è proprio per questo che mi preme fare un ringraziamento di cuore a chi come Gaetano Condello, Sergio Zumbo, Bruno Calarco e coach Pasquale Iracà, mi hanno dato la possibilità di riavvicinarmi ad un mondo che credevo fosse solo un bel ricordo. Sento anche l´obbligo di ringraziare tutto il gruppo degli under 15 che mi stanno rendendo piacevole l´incarico assegnatomi.”. E´ possibile fare un paragone fra il momento che vive il basket attuale in Calabria e quello che ha vissuto il Ripepi giocatore:” Non credo sia possibile fare un paragone con gli anni passati soprattutto perché credo che quasi tutte le società, nonostante tutte parlino la stessa lingua, non investono sui giovani. Spesso ricordo con gioia i momenti in cui, parlo della metà degli anni’ 80, quando si facevano allenamenti speciali per “provare” giovani provenienti da tutta Italia e non solo che come risultato finale portarono a Reggio gente come Avenia, Passarelli, Salomon, Zaghi, Vignone, Brienza, Attruia, Tolotti, e per ultimo un certo Sconochini. Adesso credo sia cambiato tutto si preferiscono giocatori già “fatti” ma che poi alla fine del campionato preparano le valigie e via per la nuova destinazione. Sicuramente la società “VIOLA”, perché comunque per me resta sempre questo il nome, ha deciso di investire nuovamente sul settore giovanile tanto è che ha affidato l´incarico di responsabile e coordinatore a Pasquale Iracà che con la sua esperienza e con il supporto di tutto lo staff tecnico sta ricreando un sistema assente per troppi anni da una città che ha vissuto per lungo tempo di basket.”. L´importanza di avere una società traino come la Viola :” E´ inutile dire che avere una società che milita in un campionato importante porta un certo entusiasmo in tutta la città. Già domenica in occasione della prima partita play-off si è vista molta gente che si sta avvicinando a seguire la squadra e con immenso piacere ho constatato la presenza di tanti ragazzi”: Come si coinvolge un giovane cestista:” L´entusiasmo di cui parlavo prima è sicuramente il primo passo, poi ci sono altre variabili quali belle strutture, e credo che senza ombra di dubbio, abbiamo il meglio a Reggio, staff tecnico di qualità, e anche qui la Viola credo abbia il meglio. Per il resto forse ci vorrebbe anche un aiuto da parte delle Amministrazioni affinché possano creare spazi destinati al tempo libero, non esiste in città un “campetto” dove potersi ritrovare tra amici.”. Perché si è persa l´abitudine di insegnare i fondamentali? “Non sono pienamente convinto che si sia persa questa abitudine. Se dici che anche nel basket ci sia stata una evoluzione allora posso dire che è vero, le “americanate” sono sempre più frequenti, ma è anche giusto dare spazio alla fantasia e all´estrosità dei singoli. Spesso mi è capitato di assistere agli allenamenti e ti posso assicurare che i coach passano parecchio tempo ad insegnare l´ABC del basket.”. Come si può ricreare l´entusiasmo di una volta in una città che ha vissuto epoche d´oro del basket:” Continuando a credere nel settore giovanile e con il raggiungimento dell´obiettivo promozione della prima squadra tutto verrà da se. Non dimentichiamoci delle piccole società reggine che con tanti sacrifici fanno sì che questo sia sempre lo sport più seguito in città. “.

Giusepp Dattola

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