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Quando le tecnologie cambiano il modo di apprendere

Oggigiorno la tecnologia è in grado di sostituire sempre più la funzione del ricordo consentendoci di lasciare la mente libera e non fare sforzi. L’uomo di oggi fa spesso ricorso alle moderne calcolatrici per fare persino semplici calcoli, o ai cellulari per memorizzare i suoi appuntamenti, ancora, alla rete come fonte di sapere. Il tutto ha indubbiamente facilitato la nostra vita, rendendo però il personale lavoro mnemonico di ciascun individuo sempre più pigro e sottosviluppato. Pertanto la memoria e la capacità di apprendimento sono mutate rispetto una volta quando ad esempio si allenavano i bambini sin dai primi anni di scuola con la memorizzazione delle tabelline e delle poesie dei più rinomati poeti italiani. Oggi, dunque, ci affidiamo sempre più a un vero e proprio magazzino di informazioni, esterne al nostro cervello, che apprendiamo dalla rete. A sostituirsi alla memoria sono ormai Google o gli Short Message Service come appoggi ormai irrinunciabili per ciascun individuo “moderno”. Internet è divenuta una banca dati che conserva per noi informazioni di cui abbiamo bisogno. Ogni personal computer conserva quel che abbiamo smesso di memorizzare. In questo modo, però, si rischia di fare troppo affidamento sulla tecnologia: il vero problema sta nel fatto che internet attutisce la capacità di memorizzare.

Filippo Turiano

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