Fukushima la tragedia “dimenticata”

Sono ormai diversi mesi che non si hanno notizie sullo stato della centrale di Fukushima. L’onda mediatica è svanita, e l’informazione ormai non si occupa più di notizie “obsolete”. Eppure le voci e i dati che arrivano dal paese nipponico non sono per niente incoraggianti. I tecnici della Tepco e il Governo giapponese stanno cercano di insabbiare i dati veri relativi ai rischi e ai pericoli che il disastro sta causando. Negli ultimi giorni dei livelli allarmanti di radioattività sono stati riscontrati dai tecnici che stanno cercando di mettere in sicurezza l’impianto. Il livello di radiazione era così alto che è stato necessario evacuare nuovamente la centrale, lasciando in balia degli eventi i reattori danneggiati durante il sisma prima e lo tsunami poi. Stando ai dati della Tepco, la radioattività sarebbe a un livello di 10.000 millisievert (per capire quanto sia alto, un’esposizione di un’ora a un quantitativo molto ma molto più basso, porta alla morte immediata). Il livello è stato riscontrato in un’area esterna compresa tra i reattori numeri uno e due, mentre all’interno dell’unità che contiene il reattore uno sono state misurati livelli pari a 5.000 millisievert l’ora, uno dei tassi più alti finora registrati dentro alle installazioni della centrale.

Nonostante l’enorme quantitativo di radiazioni attorno alla centrale, la Tepco, sempre in linea con la propria “filosofia” si è affrettata a precisare che il picco radioattivo non dovrebbe comportare particolari problemi per i propri tecnici impegnati nei lavori di riparazione e controllo. Stando al parere di alcuni esperti consultati dall’agenzia di stampa nipponica Kyodo, si tratterebbe invece di livelli estremamente pericolosi per l’uomo, che come detto potrebbero portare alla morte stessa dei tecnici impegnati nei lavori. Il massimo delle radiazioni è stato accertato nei pressi di un condotto d’aerazione, attraverso il quale erano stati fatti fuoriuscire i vapori formatisi dentro all’impianto, allo scopo di farne calare la pressione.

Una prassi ignobile, che sta avvilendo i cittadini che vivono a stretto contatto con la centrale, divenuta ormai un mostro. Altri campanelli d’allarme nei giorni scorsi sono stati la distruzione di tutta la carne che proveniva dai pascoli attorno alla centrale, e del riso coltivato nelle vicinanze. Nel primo caso gli animali sarebbero stati alimentati con foraggio e mangimi contaminati, nel secondo invece la contaminazione è stata diretta, perché la radioattività è presente nelle acque, nel suolo, e quindi nei campi destinati alla coltivazione. Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi mesi, ma la situazione a Fukushima appare più drammatica di quella di Chernobyl per due motivi. Il primo perché la catastrofe sovietica è avvenuta in paese dilaniato dalla dittatura comunista, in cui ogni diritto fondamentale era calpestato, mentre in Giappone ci troviamo in una democrazia che non può continuare a insabbiare la verità, cercando di prendere in giro i propri cittadini. Il secondo perché l’incidente ucraino avvenne nel lontano 1986, circa 25 anni fa rispetto all’incidente di Fukushima, e la sicurezza e il progresso tecnologico, non possono essere ai livelli degli albori nucleari.

Salvatore Borruto

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