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Allarme default Grecia, borse a picco

by Salvatore Borruto
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Seduta di ieri nel segno dei ribassi, per tutti i mercati azionari. La paura per un tracollo dell’economia greca, non stante gli aiuti dell’Ue, ha fatto “ballare” le borse di tutto il mondo. Ribassi dappertutto: il Dow Jones e il Nasdaq scendono dell’1,8%, l’S&P500 dell’1,9%. In difesa solo Londra che cede il 2,30%, le altre Piazze perdono tutte oltre il 3% trascinate in rosso, come già accennato, dalla crisi greca in attesa di risposte dalla politica. Non si salva neppure Milano dove le vendite affossano il listino: -2,79%. Neanche il discorso di Barack Obama, è servito a immettere fiducia sui mercati. Il presidente ha annunciato un piano per un rientro di oltre 4000 miliardi di dollari del debito Usa, nei prossimi dieci anni. Tutto inutile, panico dilagante e raffiche di vendite e le paure dei mercati restano concentrate sul dollaro che guadagna ancora nei confronti dell’euro. Adesso vale 1,36 biglietti verdi con il rischio concreto di penalizzare l’export delle società statunitensi. Secondo alcuni analisti il problema reale è legato alla politica, incapace di dare risposte concrete agli investitori, che preferiscono defilarsi e non prendere iniziative, almeno per il momento. Inoltre ad oggi, la politica non è riuscita a dimostrare di sapere gestire il possibile default greco, gettando ombre pesantissime sul futuro stesso dell’Ue e dell’Euro. A tal proposito Angela Merkel, ha chiarito un concetto basilare: «Se crolla l’euro, crolla l’Europa». Dunque l’incontro imminente per cercare di decidere sul da farsi diviene fondamentale, anche alla luce del fallimento dell’Ecofin riunitosi a Varsavia nel fine settimana. Per adesso appare chiaro che la comunità internazionale sia intenzionata ad aiutare il governo di Atene, con una tranche di aiuti pari a circa 8 miliardi di Euro, ma l’Fmi vuole chiarezza dal governo ellenico sulle riforme da adottare. In alternativa è pronta un’authority che sia in grado di gestire intervenire e influenzare le politiche nazionali se deviano dagli impegni per risanare i conti pubblici. E intanto tutte le turbolenze dei mercati influiscono sullo spread fra i titoli italiani e quelli tedeschi. Nella giornata di ieri, il differenziale di rendimento è schizzato a 385 punti base. Dunque i nostri btp rendono il 3,8% in più di quelli tedeschi perché il rischio Paese dell’Italia non accenna a diminuire.

Salvatore Borruto

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