“Un mondo in fiamme” Indignados: Proteste da New York a Roma

Cortei e manifestazioni in tutto il mondo per gli “indignados”, il movimento di giovani e precari nato qualche mese fa in Spagna sull’onda della crisi economica. New York, Londra, Francoforte, Madrid, Atene, Tel Aviv, Santiago del Cile e Roma; queste le città più colpite dalla protesta. L’Italia, nello specifico Roma, purtroppo è stato il “campo di battaglia” più vergognoso. ”Quando l’ingiustizia diventa legge ribellarsi e’ un dovere”: questo è quanto si legge in uno dei tanti striscioni che sono stati esposti nella giornata di ieri (sabato 15 Ottobre) a Piazza della Repubblica a Roma; come se l’unica soluzione fosse la rivoluzione! In piazza a milioni solo per creare confusione ed aggravare una situazione che non ha vie di scampo,( quando invece si dovrebbe mantenere l’ordine pubblico senza “innescare bombe” di tale portata). Sono stati più di 70 i pullman che nella giornata di ieri sono arrivati nella Capitale, transitando per il casello di Roma Sud, per partecipare alla manifestazione degli indignati che ha avuto inizio alle 14:00 circa partendo da Piazza della Repubblica. E centinaia sono stati gli studenti che sono partiti in corteo da piazzale Aldo Moro, davanti alla sede dell’Università La Sapienza , per raggiungere Piazza della Repubblica. Dal momento in cui il corteo è partito, sulla città nubi nere hanno fatto da scenario ad un sabato che verrà senz’altro ricordato; e come se non bastasse insieme ai manifestanti armati di striscioni, al corteo si sono uniti circa un centinaio di incappucciati che hanno creato un vero e proprio assedio, iniziando prendendo di mira un auto su via Cavour (hanno prima spaccato diverse vetrine di negozi sulla strada del centro di Roma, prendendo poi d’assalto il mezzo); dai supermercati alle banche atti di teppismo, in una città che per tutto il giorno è stata teatro di insurrezioni degne di vecchi ricordi storici. La voglia di una ribellione senza testa, e senza sbocchi positivi, che come conclusione vede soltanto danni inciviltà e pessimo esempio. Bombe carta e fumogeni, atti di violenza e di resistenza per sfondare alcuni uffici del Ministero della Difesa; L’aria a Piazza San Giovanni è diventata nel pomeriggio irrespirabile. Diversi feriti durante gli scontri, e nonostante la sommossa sia sfuggita di mano, i manifestanti hanno continuato senza sosta, e in sottofondo si sentivano le urla dei pacifisti inveire contro le forze dell’ordine che a loro dire non rivolgevano gli attacchi solo ai violenti. I disordini non si sono placati neanche nelle tarde ore pomeridiane, e l’unico attacco vero e plausibile assistendo alla gravità dell’evento, è l’assoluta condanna alle violenze che non hanno mai portato soluzioni efficaci: forse nel breve periodo qualcosa è stato cambiato, ma nel tempo, ciò che era irrisolto è rimasto tale. Il peggio dell’Europa sembra si sia concentrato a Roma, soggetti pericolosi hanno stravolto il senso di una manifestazione che per quanto pericolosa ed azzardata poteva non sfociare nell’ irrimediabile: ci si doveva ribellare ad una crisi finanziaria, un attacco verbale alle banche e alle Istituzioni sarebbe stato più che sufficiente; una manifestazione mondiale sincronizzata con gli altri paesi sarebbe stato comunque ed in ogni caso un segnale di allarme, senza la necessità di arrivare a tanto. Uova e vernice contro le banche sarebbero state d’impatto, senza pietre, fumogeni e tutte le conseguenze violente che si son purtroppo viste seguendo la vicenda sul web, di persona, tramite i telegiornali e giornali. Sembrava inizialmente che il corteo si stesse svolgendo in modo pacifico, poi un gruppetto di Black bloc ha innescato momenti di degenerazione. Preoccupazione per veri e propri atti di barbarie, e di un tale grado di inciviltà che non può non essere condannato. Credo che sia giusto che tra i giovani ci sia indignazione, paura e perdita di controllo per un futuro che non fa vivere tranquillamente il presente, ma a patto che non accada ciò che è accaduto e continuerà ad accadere forse nei prossimi giorni. L’Italia intera, L’Europa e il pianeta in generale è sconvolto: dal punto di vista economico in primis, politico, sanitario, sociale ed ambientale; disperdere le energie soprattutto tra quelli che dovrebbero essere portatori di speranze, è poco intelligente e controproducente. Ogni azione ribelle ha la sua ragion d’essere, ma non ha la sua giustificazione. La crisi finanziaria non si può certo risolvere così. La vera rivoluzione che può capovolgere il mondo è quella che parte dalla mente, e la violenza non è neanche lontanamente la benvenuta.

Annamaria Milici

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